Riforma elettorale: il centrodestra deposita il testo, Schlein e le opposizioni gridano alla "legge truffa"

La maggioranza introduce la soglia del 40% per il premio di seggi: “Un meccanismo per garantire stabilità e trasparenza”. Il Pd attacca il vertice notturno. Magi (+Europa): "Distorta ogni ragionevolezza".

(Prima Pagina News)
Giovedì 26 Febbraio 2026
Roma - 26 feb 2026 (Prima Pagina News)

La maggioranza introduce la soglia del 40% per il premio di seggi: “Un meccanismo per garantire stabilità e trasparenza”. Il Pd attacca il vertice notturno. Magi (+Europa): "Distorta ogni ragionevolezza".

Il centrodestra ha ufficialmente depositato in Parlamento il testo di riforma della legge elettorale, un provvedimento snello composto da soli tre articoli che porta la firma dei capigruppo di maggioranza.

Il cuore della proposta mira a introdurre “un meccanismo di premio di governabilità” che verrà “attribuito alla lista o coalizione che abbia conseguito il maggior numero di voti validi e raggiunto la soglia stabilita dalla legge”, individuata in un “quaranta per cento quale soglia minima” per garantirne la “ragionevolezza e proporzionalità”.

Secondo quanto si legge nella premessa depositata al Senato, la distribuzione dei seggi derivanti dal premio a Palazzo Madama avrà “carattere regionale”, mentre la “coerenza tra governabilità e rappresentatività” sarà blindata da tetti precisi: il premio non potrà superare “il quindici per cento dei seggi”, restando ancorato a un massimo di “230 seggi conseguibili alla Camera dei deputati e 114 seggi conseguibili al Senato della Repubblica”.

Tra le novità principali spicca anche “l'indicazione obbligatoria del nominativo da proporre per l'incarico di Presidente del Consiglio in sede di presentazione delle liste”, descritta dai promotori come un “elemento di trasparenza dell'offerta politica fatte salve le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica”.

La reazione delle opposizioni è stata immediata e durissima, guidata dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein che ha definito la manovra “inaccettabile”, frutto di una “fretta e paura di perdere” legate ai timori per l'esito referendario.

“Apprendiamo da giornali e agenzie di un vertice notturno di maggioranza: in un paese normale ci saremmo aspettati un vertice per reperire risorse per le emergenze economiche o per il salario minimo; invece, la loro unica preoccupazione è garantire se stessi cambiando la legge elettorale in modo irricevibile”, hanno incalzato i capigruppo dem Francesco Boccia e Chiara Braga insieme a Nicola Zingaretti.

Sulla stessa linea Riccardo Magi di +Europa, che ha bollato il testo come un “Meloncellum”, paragonandolo alla legge Acerbo del 1923 e parlando di una “maledizione antidemocratica” dei partiti che vogliono cucirsi addosso regole su misura: “Chiamarlo proporzionale per poi distorcere ogni ragionevolezza è una truffa, trasforma una minoranza nel Paese in una solida maggioranza di seggi”.

Di tutt’altro avviso il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, che ha respinto le accuse ai mittenti definendole “preconcette” e ironizzando sul fatto che le critiche siano arrivate prima ancora del deposito ufficiale del testo.

“Sorrido a leggere le opposizioni che criticano come quando a luglio contestano la finanziaria di ottobre; dopo il deposito saremo pronti a dialogare con chiunque per migliorare il testo”, ha replicato Donzelli, difendendo la scelta di un “sistema proporzionale integrato da un correttivo” che darebbe seguito alle indicazioni della Corte Costituzionale. Il centrodestra rivendica, infatti, la bontà dell'intervento come una “fisiologica attività di revisione normativa” tesa a rendere il sistema “maggiormente capace di esprimere maggioranze parlamentari riconoscibili e stabili”, tentando di coniugare il pluralismo politico con la necessità di uscire dall'impasse della frammentazione.


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