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Carburanti e bollette: il governo corre ai ripari tra accise prorogate e gas alle stelle
3 Aprile 2026

Carburanti e bollette: il governo corre ai ripari tra accise prorogate e gas alle stelle

Il Consiglio dei ministri si riunisce per varare un nuovo decreto che proroga il taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio, mentre le bollette del gas segnano un rialzo record del 19,2%. Sul tavolo anche il credito d’imposta per il gasolio agricolo e i fondi per gli esodati di Transizione 5.0. Sullo sfondo, la crisi energetica alimentata dalle tensioni in Medio Oriente

Il taglio delle accise sui carburanti, introdotto con il decreto del 18 marzo scorso, rischiava di esaurire i suoi effetti già il 7 aprile. Il provvedimento aveva garantito nelle ultime settimane uno sconto di circa 25 centesimi al litro alla pompa, un sollievo per famiglie e imprese in un momento in cui i prezzi della benzina e del diesel continuano a salire a causa della guerra USA-Israele-Iran. Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi per prorogarne l’efficacia fino al 1° maggio, attraverso un nuovo decreto legge che sostituisce il precedente atto ministeriale, il quale aveva una copertura finanziaria di poco più di 20 milioni di euro, largamente insufficiente rispetto al fabbisogno effettivo.

Quanto costa e dove si trovano i soldi

Il nuovo provvedimento avrà un costo sensibilmente più alto rispetto al precedente: almeno 600 milioni di euro complessivi, rispetto ai 527 milioni del decreto di marzo. Una parte rilevante delle coperture, circa 200 milioni, arriverà dal meccanismo dell’extragettito Iva generato proprio dall’aumento dei prezzi dei carburanti: un meccanismo che trasforma, in parte, il caro-prezzi in risorsa per finanziare lo sconto stesso. I restanti 300 milioni circa proverranno dal congelamento delle aste CO2, con un’operazione contabile che non intacca i saldi di finanza pubblica nel senso tradizionale, ma che attinge a quote già incassate dal Ministero dell’Economia, per un valore stimato di 1,3 miliardi.

Il capitolo agricoltura

Tra le misure incluse nel provvedimento spicca un intervento a sostegno del settore agricolo, particolarmente colpito dal caro gasolio. Per le imprese agricole è previsto un credito d’imposta sul gasolio pari al 20% del costo sostenuto nel solo mese di marzo, con una dotazione di 30 milioni di euro. Una misura attesa e rivendicata dalle organizzazioni di categoria, che arriva in un momento cruciale: quello delle semine primaverili e della preparazione dei campi in vista dei raccolti estivi, quando il fermo delle macchine agricole avrebbe conseguenze dirette sull’intera annata. I dati del ministero dell’Ambiente indicano che nel 2025 le vendite di gasolio agricolo hanno sfiorato i 2,2 miliardi di litri, con una quota stimata del 90% destinata all’agricoltura e il restante alla pesca.

Transizione 5.0: il nodo degli esodati

Sul tavolo del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi è finita anche la questione degli esodati di Transizione 5.0 — le imprese che hanno avviato progetti di innovazione già dall’anno scorso ma si sono ritrovate senza finanziamenti a causa dell’esaurimento dei fondi. Il decreto dovrebbe includere un innalzamento del bonus per questi soggetti dall’attuale 35% fino al 90% per gli investimenti in beni strumentali delle tabelle A e B e per la formazione, portando il credito d’imposta da 537 milioni a circa 1,1 miliardi complessivi. La norma andrebbe anche a ripristinare l’intero ammontare delle risorse originariamente destinate dalla legge di bilancio al programma, cancellando di fatto il riferimento al limite del 35% fissato dal decreto fiscale di fine marzo.

La stangata del gas: +19,2%

Mentre il governo lavora al decreto carburanti, dall’Arera arriva una notizia che aggrava ulteriormente il quadro: le tariffe del gas per i clienti vulnerabili, ovvero i 2,3 milioni di utenti ancora nel servizio di tutela, segnano per marzo 2026 un rialzo del 19,2%, il quarto aumento più alto di sempre e il terzo picco più elevato dall’inizio delle serie storiche. Per una famiglia con un consumo annuo di 1.100 metri cubi, l’aggravio si traduce in circa 232 euro in più rispetto all’anno precedente. Chi ha una tariffa variabile nel mercato libero potrebbe trovarsi davanti a rincari ancora più pesanti. Alla radice del rialzo vi è la crisi geopolitica in Medio Oriente, che ha provocato il blocco dell’export di gas liquefatto dal Qatar e la conseguente pressione al rialzo sulle quotazioni internazionali.

Il decreto Bollette non basta

Il decreto Bollette varato a febbraio con una dotazione di 3 miliardi, pensato per sostenere famiglie e imprese attraverso un bonus sulla bolletta della luce per i redditi bassi e la riduzione degli oneri di sistema per le imprese, appare già insufficiente di fronte alla nuova ondata di rincari. Il governo starebbe già ragionando su un ulteriore provvedimento a breve termine, specificamente destinato alle fasce deboli e alle aziende energivore. Nel frattempo, l’associazione dei concessionari autostradali ha annunciato la disponibilità ad accogliere la richiesta del ministro Salvini di ridurre di 5 centesimi al litro il prezzo dei carburanti sulle autostrade, un gesto il cui impatto economico per il singolo automobilista, circa 2,5 euro per un pieno, rimane tuttavia molto limitato.

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