
Mercato unico: Eu Inc. ci prova
Aprire una nuova società a responsabilità limitata in 48 ore, totalmente online, con un budget di massimo 100 euro e senza un capitale minimo. Sembra un sogno, ma presto diventerà realtà.
È questa la proposta di regolamento presentata dalla Commissione Europea a metà marzo: la creazione di un ventottesimo regime societario. La scelta dello strumento giuridico del regolamento non è un caso perché, una volta approvato, sarà applicabile direttamente in tutti gli Stati membri, senza diritto di replica o di modifiche da parte dei singoli Paesi.
27 sistemi giuridici nazionali, 60 forme societarie: il labirinto europeo
Attualmente, la situazione in Europa è quella di un contesto frammentato che limita la crescita. Un contesto composto da 27 sistemi giuridici nazionali che esprimono fino a 60 forme societarie. Per aprire una Start up potrebbero volerci da pochi giorni a diverse settimane, se non mesi, a seconda del Paese membro. Le cause dei rallentamenti sono le più varie: requisiti notarili obbligatori, capitali minimi diversi da Stato a Stato, tempi di registrazione lunghi, procedure analogiche, lingue, tariffari e modulistica non standardizzati. Questa frammentazione agisce anche come una tassa nascosta, producendo una tariffa del 110% sui servizi; comporta difficoltà nel reperire capitali e genera un processo lungo e costoso.
Eu Inc.: come funziona
“L’Europa ha il talento, le idee e l’ambizione di diventare il posto migliore per gli innovatori. Con EU Inc., stiamo semplificando drasticamente l’avvio e la crescita di un’attività in tutta Europa. Qualsiasi imprenditore sarà in grado di creare un’azienda entro 48 ore, da qualsiasi parte dell’Unione europea e completamente online. Questo passo cruciale è solo l’inizio. Il nostro obiettivo è chiaro: un’Europa e un mercato, entro il 2028”, ha detto la presidente Ursula von der Leyen.
La proposta, quindi, nasce dalla necessità di creare un insieme armonizzato di norme societarie applicabili a livello europeo, con l’obiettivo di ridurre la complessità normativa e facilitare le attività economiche nel mercato unico. Il rapporto Mario Draghi sulla competitività europea del 2024 ha sollecitato la creazione di un regime speciale paneuropeo per superare la frammentazione normativa e per permettere alle aziende l’espansione in Europa, ed è da questo concetto che viene sviluppata l’idea del “ventottesimo regime”.
Cosa cambia per gli imprenditori?
La svolta cardine del regolamento è la registrazione più rapida. Chiunque sarà in grado di fondare una società a responsabilità limitata con Eu Inc. in meno di 48 ore, per meno di 100 euro e senza requisiti per un capitale minimo. Le aziende dovranno presentare le informazioni sulle loro imprese una sola volta, attraverso un’interfaccia che comunica a livello europeo, collegando i registri delle imprese nazionali. In seconda battuta, la Commissione istituirà un nuovo registro centrale dell’Unione Europea. Le società otterranno così i loro numeri di identificazione fiscale e di P. Iva senza dover ripresentare i documenti ogni volta. Tutti i processi aziendali saranno completamente digitali durante tutto il ciclo di vita dell’azienda. Le imprese dell’Eu Inc. avranno accesso a procedure di liquidazione digitali. Le start up innovative avranno accesso a procedure di insolvenza semplificate per facilitare la liquidazione delle operazioni. Avranno pieno accesso al mercato unico e saranno libere di scegliere lo Stato membro in cui radicarsi. Il regolamento prevede, poi, una serie di pratiche vietate per garantire che le società dell’UE siano trattate al medesimo modo delle società nazionali.
Luci e ombre: i nodi ancora irrisolti
Il principale rischio che potrebbe emergere è quello del forum shopping: la libertà di poter scegliere il Paese di incorporazione potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, portando le imprese a registrarsi negli Stati con la burocrazia più snella o la fiscalità più favorevole, pur operando altrove.
Trattandosi di un regime societario e non di un regime fiscale, la tassazione attuata sarà quella del paese in cui viene aperta la società. Allo stesso modo in caso di contenzioso si ricorrerà ai tribunali nazionali. Per questo motivo, in uno stato come l’Italia, c’è il forte rischio che Eu Inc. entri in contrasto con la lentezza della burocrazia. Un altro aspetto che potrebbe ostacolarne la piena attuazione è il requisito dell’online. La Commissione Europea invita i Paesi membri a “massimizzare la digitalizzazione dei rapporti tra imprese e autorità pubbliche”, e in Italia (come in altri Paesi) molti aspetti ancora non sono digitalizzati come richiesto, ad esempio l’interazione con la camera di commercio. Infine non sono ancora del tutto chiaro le procedure di controllo anti riciclaggio e anti corruzione.
Iter legislativo: cosa manca ancora
Il regolamento non è ancora entrato in vigore, attualmente la proposta è nella fase di “Council working-party examination”, periodo in cui il Consiglio dell’UE analizza il testo. Entro la fine del 2026 il Parlamento dovrà nominare un relatore, esaminare la proposta, presentare eventuali emendamenti con conseguente negoziazione. Dovrà poi raggiungersi un testo comune tra Parlamento-Commissione-Consiglio. L’approvazione si avrà quando Parlamento e Consiglio si accordano. L’obiettivo è di renderlo operativo entro il 2028.




