
30 Marzo 2026
Guerra in Iran, cronologia dettagliata degli eventi
Una cronologia che ripercorre gli eventi della guerra iniziata il 28 febbraio 2026, dall’uccisione di Ali Khamenei ai bombardamenti incrociati che hanno coinvolto Iran, Israele, Stati Uniti e i Paesi del Golfo.
La sequenza degli avvenimenti mostra l’espansione del conflitto, le ritorsioni con missili e droni, l’ingresso delle milizie alleate e i tentativi di mediazione internazionale, offrendo una visione rapida e ordinata dell’escalation. La cronologia viene aggiornata settimanalmente.
28 febbraio 2026 — Inizio della guerra
- Ore 5–7 (circa): Stati Uniti e Israele lanciano i primi bombardamenti coordinati contro l’Iran, colpendo infrastrutture nucleari, basi militari e centri di comando.
- Morte di Ali Khamenei: La Guida Suprema iraniana viene uccisa nelle prime ore dell’operazione, insieme a diversi altri alti funzionari del regime.
- L’Iran risponde immediatamente con missili e droni contro Israele e basi americane nel Golfo.
29 febbraio – 2 marzo 2026 — Prime reazioni e controffensive
- Missili iraniani colpiscono Tel Aviv e diverse basi USA nella regione.
- I primi danni aerei e infrastrutturali vengono confermati in varie città iraniane, inclusa Teheran.
- In Libano cominciano i primi attacchi israeliani contro infrastrutture collegate alle milizie filo-iraniane.
3–5 marzo 2026 — Intensificazione del conflitto
- Fumo e incendi si alzano su Teheran dopo una nuova ondata di bombardamenti.
- Vengono colpiti obiettivi militari nelle province di Kermanshah e Isfahan.
- L’Iran aumenta la gittata dei propri missili, raggiungendo obiettivi distanti 4000 km e mostrando capacità superiori alle aspettative occidentali.
6–10 marzo 2026 — Allargamento geografico della guerra
- La guerra si estende pienamente al Libano: Israele distrugge diversi ponti e infrastrutture nel Sud del Paese.
- Il Golfo Persico diventa un punto caldo: i prezzi di petrolio e gas aumentano rapidamente dopo gli attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche.
- Lo Stretto di Hormuz viene pesantemente minacciato, con chiusure intermittenti che destabilizzano il commercio energetico mondiale.
11–14 marzo 2026 — Pressioni internazionali e primi segnali di stallo
- L’Iran intensifica gli attacchi con droni e missili su Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati.
- I Paesi del Golfo, inizialmente cauti, cambiano posizione e chiedono agli Stati Uniti di proseguire i raid contro l’Iran.
- Scatta un allarme internazionale su una possibile crisi energetica senza precedenti.
15–18 marzo 2026 — Diplomatico contro militare
- Dichiarazioni contraddittorie da parte di Washington e Teheran: gli USA parlano di “negoziati in corso”, l’Iran smentisce categoricamente.
- Continuano i bombardamenti israeliani e statunitensi su obiettivi strategici iraniani.
- Il Regno Unito autorizza l’uso delle proprie basi alle forze americane.
19–22 marzo 2026 — Verso una possibile escalation via terra
- Gli Stati Uniti valutano l’invio di 10.000 soldati per un’operazione di terra mirata alla conquista di siti sensibili, incluse isole strategiche per la gestione dell’uranio iraniano.
- L’Iran continua a colpire obiettivi nel Golfo e mediorientali, mentre diverse città subiscono blackout e danni alle infrastrutture.
23–24 marzo 2026 — Le milizie alleate entrano in gioco
- Gli Houthi yemeniti entrano formalmente nel conflitto, attaccando Israele e minacciando la chiusura del Mar Rosso.
- In Libano, attacchi aerei causano la morte di giornalisti e personale medico.
25–27 marzo 2026 — Situazione critica e tentativi di negoziato
- Gravi incendi all’aeroporto del Kuwait dopo un attacco di droni iraniani.
- Si moltiplicano le mediazioni indirette: Qatar, Egitto e Regno Unito favoriscono scambi di messaggi tra USA e Iran.
- Trump annuncia pubblicamente che “la guerra è stata vinta”, mentre Teheran nega qualsiasi resa
28–30 marzo 2026 — Pressioni crescenti e incertezza totale
- Viene proposta una bozza di piano di pace in 15 punti da parte degli Stati Uniti; Teheran risponde in modo ambiguo.
- Israele elimina figure di alto livello come il comandante della Marina dei Pasdaran, Alireza Tangsiri.
- Continuano attacchi multipli tra Iran, Israele e forze americane, senza alcun vero segnale di de-escalation.
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