
Parte da Taranto “Secure Ports”, nuova alleanza adriatica per mettere in sicurezza i piccoli scali di Italia, Albania e Montenegro
Dalla città dei due mari prende il via “Secure Ports”, un progetto transfrontaliero che mette al centro la sicurezza dei piccoli scali dell’Adriatico meridionale, coinvolgendo Italia, Albania e Montenegro in una strategia comune di prevenzione e contrasto dei rischi nei porti minori. L’iniziativa, strutturata su un arco temporale di 30 mesi, punta a colmare il divario tra grandi hub portuali e approdi di dimensioni ridotte, spesso più esposti a vulnerabilità fisiche e informatiche.
Coordinato da ITS Academy Mobilità, il partenariato riunisce soggetti pubblici e privati: tra questi Dhitech, i Comuni di Gallipoli e Montenero di Bisaccia, insieme ai partner montenegrini e albanesi Papillon 1 ed Envio NGO, chiamati a cooperare per la costruzione di un modello condiviso di sicurezza portuale. La cabina di regia garantirà la messa a sistema di competenze tecnologiche, formative e amministrative, con l’obiettivo di generare soluzioni replicabili lungo entrambe le sponde del mare Adriatico.
La presentazione ufficiale al BAC – Parco della Musica ha segnato il kick-off operativo del progetto, con il presidente di ITS Academy Mobilità Silvio Busico, il dirigente dell’Autorità di gestione del programma Interreg Claudio Polignano e la direttrice ITS Luigia Tocci impegnati a illustrare finalità e ricadute delle attività previste. Dalle loro parole è emersa la volontà di trasformare i piccoli porti in veri e propri nodi intelligenti, capaci di monitorare, prevenire e gestire minacce di natura fisica, cyber e criminale.
Cuore tecnologico di Secure Ports sarà la realizzazione di una security dashboard, una piattaforma avanzata per il monitoraggio in tempo reale di eventi critici, anomalie e potenziali attacchi, integrata con sistemi di analisi dati e procedure standardizzate di risposta. Accanto alla dashboard, il progetto promuoverà l’adozione di modelli Bim-Gis per una gestione più intelligente e aggiornata delle infrastrutture portuali, con mappe dinamiche, scenari di rischio e simulazioni utili alla pianificazione degli interventi.
Non meno importante la dimensione formativa: le attività di Secure Ports entreranno nei percorsi didattici dell’ITS, in particolare nei corsi dedicati al management dei sistemi portuali e alla security, contribuendo alla nascita di nuove figure professionali specializzate nella protezione degli scali marittimi. Per autorità portuali, operatori marittimi e amministrazioni locali il progetto rappresenta un’occasione per rafforzare resilienza, capacità di risposta e coordinamento, in un’ottica di cooperazione stabile tra le tre nazioni coinvolte. In questo modo Taranto si conferma laboratorio strategico per le politiche di sicurezza e innovazione nel Mediterraneo.




