
Porti: a Termoli debutta Sea Trace, il passaporto digitale per rifiuti marini
Il Porto di Termoli diventa ufficialmente il laboratorio d’avanguardia per la tutela dell’ecosistema marino con il varo del progetto pilota Sea Trace.
L’iniziativa, che introduce il concetto di “passaporto digitale” per i rifiuti marini, è stata presentata questa mattina durante una giornata di condivisione organizzata da Innovation Sea, alla quale hanno preso parte il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro, e il direttore dell’Esercizio porto di Termoli, Piero Bianco.
Sea Trace si configura come un’unica piattaforma tecnologica integrata, progettata per semplificare radicalmente la gestione dei cosiddetti Rap (rifiuti accidentalmente pescati).
Il sistema garantisce un ciclo completo di monitoraggio che va dalla raccolta a bordo dei pescherecci fino alla valorizzazione finale dello scarto.
L’obiettivo primario è assicurare trasparenza e sostenibilità lungo tutta la filiera, supportando attivamente i pescatori, le autorità portuali e le comunità costiere nella transizione verso l’economia circolare, trasformando ciò che viene rimosso dal mare in una risorsa riutilizzabile.
Il presidente dell’AdSP, Francesco Mastro, ha sottolineato la portata rivoluzionaria dell’innovazione: “Ciò che fino a ieri era scarto oggi è una concreta opportunità. Termoli traccia la rotta e diventa pioniere di una nuova dimensione destinata a cambiare il mondo della pesca. Un settore destinato a produrre benefici ambientali, tangibili e importanti”.
Il progetto Sea Trace ambisce a diventare un modello scalabile per altri scali dell’Adriatico e del Mediterraneo, posizionando la marineria termolese come punto di riferimento nazionale nella lotta all’inquinamento marino e nell’innovazione tecnologica applicata alle infrastrutture portuali.




