
Da Artemis II alla SSI: la centralità dell’Italia nell’aerospazio infrastrutturale
A distanza di oltre cinquant’anni dalla fine della missione Apollo, l’umanità torna a varcare le soglie dell’orbita lunare.
La nuova missione prende il nome di Artemis II ed è iniziata il 1° aprile 2026 alle 18.36 ora locale al Kennedy Space Center in Florida, con il lanciatore Space Launch System Block 1. L’allunaggio non è previsto, l’obiettivo principale è quello di gettare delle basi per consentire il ritorno dell’uomo e anche di permettere una permanenza più lunga. Quindi, questa missione si “limiterà” a compiere un’orbita quasi completa della Luna e a testare un rientro nell’atmosfera terrestre sfruttando la gravità lunare.

L’Italia e il suo contributo
L’Italia ha un ruolo centrale e di rilievo nella preparazione e nel proseguimento della missione. A differenza della prima missione (Artemis I, che ha effettutato il primo test di volo senza equipaggio), la NASA questa volta non opera da sola, ma in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Vuol dire che a dare un contributo importante è presente anche l’Agenzia Spaziale Italiana insieme al significativo contributo tecnologico dato dal gruppo Leonardo e da altre società collegate al colosso italiano, come Telespazio e Thales Alenia Space.
Il ruolo italiano nell’aerospazio infrastrutturale è significativo e di primaria importanza a livello internazionale, posizionandoci come uno dei pochi paesi a operare lungo l’intera catena del valore spaziale.
L’Italia, infatti, è uno dei paesi fondatori dell’ESA ed è il terzo maggior contributore al suo bilancio dopo Francia e Germania. L’industria aerospaziale italiana comprende 198 imprese, classificandosi come terzo paese nell’UE sia per numero di imprese che di dipendenti. Le imprese che contribuiscono con un ruolo importante sono: Leonardo S.p.A., Thales Alenia Space Italia, Avio S.p.A. e OHB Italia S.p.A.
Leonardo S.p.A.: tra i primi 10 leader
Leonardo S.p.A. è il primo gruppo industriale italiano nell’alta tecnologia e tra i primi dieci leader nei settori dell’Aerospazio, difesa e sicurezza. Leonardo opera attraverso la Leonardo DRS e Thales Alenia Space, MBDA e ATR. Attraverso Thales Alenia Space sviluppa un veicolo orbitale che si occupa di rifornire e curare la manutenzione di infrastrutture spaziali, supportando la logistica e contribuendo alla rimozione dei detriti spaziali. Opera con un braccio robotico di nuova generazione a 7° di libertà che può rimanere in orbita anche per mesi.
Tramite Telespazio guida un consorzio internazionale per il programma Moonlight dell’ESA, che si occupa di definire l’infrastruttura che gestirà le esigenze delle future missioni lunari.
Thales Alenia Space: 50% della SSI è made in Italy
Ha progettato e costruito il 50% del volume pressurizzato della Stazione Spaziale Internazionale, il luogo fisicamente abitato dagli astronauti. È stata capo progetto nell’ambito del progetto Galileo, il GPS europeo; è fornitrice del nodo del sistema di irradiazione del segnale di navigazione; ha prodotto 125 satelliti per tre costellazioni: Globsalstar 2, O3b e Iridium NEXT, aggiudicandosi anche la produzione di 6 dei 12 nuovi satelliti Galileo di seconda generazione.
A Torino costruisce tre moduli pressurizzati del Lunar Gateaway, stazione cislunare del programma Artemis. Ha inoltre contribuito allo studio delle tecnologie per il futuro modulo di superficie lunare. Ha investito nella costruzione della nuova Space Smart Factory, infrastruttura cruciale capace di produrre oltre 100 piccoli satelliti l’anno. L’investimento totale è stato di 100 milioni di euro, di cui 27 da PNRR. Insieme ad Axiom Space ha siglato un contratto per sviluppare e produrre negli stabilimenti di Torino due elementi pressurizzati della Stazione Spaziale di Axiom, prima stazione commerciale.
Centro spaziale del Fucino
È il primo e più importante teleporto al mondo per usi civili: vi si svolgono attività di controllo in orbita dei satelliti, servizi di telecomunicazioni e televisivi su scala globale. È destinato ad ospitare uno dei centri di controllo della costellazione europea IRIS 2, il progetto dell’Unione Europea che ambisce a creare una costellazione di circa 290-300 satelliti in orbita bassa e media.
Avio S.p.A.: il record europeo
Con sede a Colleferro, è l’unica azienda italiana a progettare e produrre razzi vettori completi. È in prima linea per la progettazione, lo sviluppo e la produzione dei lanciatori Vega, lanciatori europei per carichi leggeri. Con Vega ha delineato il record europeo per satelliti messi in orbita, 53 con un solo lancio. È, invece, sotto contraente per il lanciatore Ariane 6, sviluppando e producendo il motore a propellente solido P120C e la turbopompa ad ossigeno liquido per il motore.
OHB Italia S.p.A.
È riconosciuta come leader in numerosi campi come Osservazione della Terra, Satellites & Missions e molti altri. Conta 70 satelliti, payload o strumenti lanciati o attualmente in orbita. È l’architetto industriale, per conto dell’ASI, responsabile del Gravitational Reference System della missione Lisa, primo osservatorio dedicato allo studio delle onde gravitazionali emesse dalla fusione dei buchi neri. Il suo contributo si deve al radiometro a microonde, che rende OHB Italia partner principale della missione Copernicus CIMR. Il radiometro monitora la temperatura e i ghiacci degli oceani, misurandone lo spessore, salinità e parametri artici su scala globale.
La forza dell’Italia sta nel know how
La particolarità e la competitività italiana non si basano sui volumi di investimento, ma sulle competenze avanzate e sui know-how, che rendono il Paese un partner chiave nelle missioni internazionali.
Tutte qle aziende citate, infatti, non operano individualmente ma formano un ecosistema integrato. Un esempio portante è il veicolo In-Orbit Servicing: Avio ha realizzato il modulo propulsivo, Thales Alenia Space il modulo di servizi e il braccio robotico è stato costruito da Leonardo. Tre aziende italiane che collaborano su una singola missione spaziale internazionale.






