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Facciamo il punto
Camera, approvato il dl Energia. Ora tocca al Senato
© Imagoeconomica
1 Aprile 2026

Camera, approvato il dl Energia. Ora tocca al Senato

A Montecitorio il decreto-legge passa con 157 voti favorevoli e 93 contrari. Si aspetta l’ok a Palazzo Madama entro il 21 aprile. Critica l’opposizione: “L’Italia è isolata e sconfessata dall’Europa. In aula Futuro Nazionale sfiducia l’esecutivo.

Via libera della Camera al decreto Bollette (dl Energia). Il provvedimento adesso passa al Senato per la conversione definitiva in legge entro il 21 aprile. Punta a mitigare i costi energetici per famiglie e imprese, ma muta in un terreno di scontro politico su transizione green ed effettiva efficacia. Approvato a Montecitorio con il voto finale di 157 favorevoli e 93 contrari, la maggioranza ha serrato i ranghi per evitare lo sforamento dei tempi tecnici, nonostante il clima teso in aula.

La maggioranza si appoggia sul metodo pragmatico, l’opposizione critica: Governo ancorato al passato

I partiti di Governo hanno votato compatti per rivendicare il cosiddetto metodo pragmatico, ovvero proteggere la filiera produttiva dai picchi di volatilità del mercato energetico. Il no da parte di Pd, M5s e Avs è arrivato soprattutto per quanto riguarda la parte sulle semplificazioni per i nuovi impianti a fonti fossili, accusando il Governo di essere ancora ancorato al passato e di non prevedere una visione a medio/lungo termine sulla transizione energetica.

Queste le parole del deputato Marco Simiani, capogruppo del Pd in commissione Ambiente: “Ad una crisi energetica devastante per famiglie ed imprese, la destra ha tragicamente risposto con misure spot i cui effetti si sono esauriti i pochi giorni e senza alcun intervento strutturale capace di calmierare i prezzi o aumentare la capacità di produzione energetica del Paese. Sul piano internazionale, l’Italia è ormai allo sbando, isolata e sconfessata dall’Europa che rilancia il Green Deal e gli Ets, e succube delle continue minacce di Trump, che – conclude Simiani – continua a speculare sulla guerra”.

La pensa diversamente Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: “Con il decreto Bollette mettiamo 5 miliardi per contrastare il caro energia in un contesto internazionale instabile e delicato il governo Meloni e Fratelli d’Italia concentrano gli sforzi per il benessere di famiglie e imprese, mantenendo gli impegni presi”.

Ma cosa cambia?

Ecco quali sono le principali novità:

  • Bonus per le famiglie in difficoltà: previsto per quest’anno un contributo straordinario di 115 euro ai titolari per la fornitura di energia elettrica a favore dei clienti domestici che hanno un Isee inferiore a 25mila euro.
  • Il tema del carbone: prorogata fino al 31 dicembre 2038 la graduale dismissione delle centrali a carbone utilizzate per produrre energia elettrica. La chiusura era stata fissata entro il 2025, a eccezione di quelle della Sardegna.
  • I Power Purchase Agreement: pensati soprattutto per le piccole e medie imprese, si tratta di pacchetti che favoriscono la stipula di contratti di compravendita di energia elettrica da fonti rinnovabili a lungo termine.
  • La trasparenza sul telemarketing: alle società di vendita di energia è stato imposto di indicare, nelle bollette elettroniche, l’identità dell’intermediario con cui è stato stipulato il contratto di fornitura. Scatta inoltre il divieto di chiamate e messaggi indesiderati su energia e gas.
  • Contratti sulle rinnovabili: promossi contratti a lungo termine per l’energia rinnovabile per le imprese e per le persone fisiche, soprattutto per quando riguarda i condomini.
  • Le imprese risparmiano: il gas stoccato nella crisi energetica causata dalla guerra tra Russia e Ucraina verrà rivenduto con l’obiettivo di abbassare i prezzi delle bollette per le industrie del settore energetico. Un altro cambiamento è rappresentato dall’aumento dell’aliquota Irap per le aziende del comparto energetico, dal 3,9% al 5,9% per il 2026 e il 2027.

Il caso dei 3 parlamentari di Futuro Nazionale

Da Montecitorio arriva però la notizia politica del giorno: la sfiducia nel Governo dei 3 parlamentari di Futuro Nazionale, il neopartito fondato dal generale Roberto Vannacci. Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo, sfidando la linea ufficiale di Palazzo Chigi, hanno votato contro il Dl, poiché definiscono le politiche energetiche italiane ancora troppo allineate ai dettami green dell’Unione europea. Queste le parole di Sasso nel suo intervento in aula: “Futuro nazionale non voterà la fiducia al governo sia nel merito che come segnale politico. In passato abbiamo dato fiducia al governo ma questa fiducia non è stata contraccambiata. Il centrodestra moderato e molliccio continua a lisciare il pelo alla von der Leyen e non vuole riaprire i rubinetti del gas della Russia per non fare un torto a Zelensky, a cui ha destinato 4 miliardi di euro per una guerra che non è la nostra. Noi chiediamo – termina Sasso – di destinare 3 miliardi per contrastare la guerra” del caro benzina e il caro vita.

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