
PNRR, emendamenti al round finale: scadenze al 30 giugno, finanziamenti “mirati” e assegno unico esteso.
Finanziamenti ad hoc, riduzione dei tempi per le infrastrutture digitali, estensione dell’assegno unico. Questi i principali emendamenti approvati ieri al decreto PNRR in commissione Bilancio alla Camera. Il testo è approdato oggi in aula per chiudere la prima lettura, per poi passare al Senato. Il ministro agli Affari Europei, Tommaso Foti, ha posto la questione di fiducia alla Camera. Per il lasciapassare dovremo attendere due settimane, la conversione in legge dovrà avvenire entro il 21 aprile.
Per prima cosa è stata confermata la scadenza dei lavori sugli investimenti del PNRR al 30 giugno, punto chiave del decreto. Inizialmente si voleva posticipare al 31 luglio, motivandolo con ritardi nelle gare, difficoltà di approvvigionamento e complessità autorizzative. Lo slittamento del termine avrebbe richiesto una modifica del regolamento comunitario, con un conseguente e complesso negoziato con Bruxelles. Il Governo ha scelto di mantenere questa data per non riaprire il fronte europeo.
Estensione dell’assegno unico: emendamento difensivo
La questione dell’estensione dell’assegno unico era inevitabile. L’Italia, infatti, era stata deferita nel 2024 dalla Corte di Giustizia UE perché l’assegno unico escludeva lavoratori UE non residenti e i figli residenti all’estero, in violazione del principio di libera circolazione dei lavoratori e parità di trattamento. Nel concreto l’emendamento elimina il requisito di due anni di residenza in Italia, intervenendo sul D. lgs. 29 dicembre 2021 n.230, e riconosce il diritto di godimento anche se i figli vivono in un altro Stato UE. L’impatto stimato è che ci siano più di 50.000 beneficiari, con un costo di 20 milioni nel 2026, crescente nel lungo periodo, arrivando fino ai 36,2 milioni nel 2035.
Finanziamenti mirati: Radio Radicale e FOE
Un altro aspetto importante è quello dei finanziamenti mirati, ossia portare da 4 a 8 milioni le risorse destinate alla convenzione con Radio Radicale. Il doppio rispetto a quelli stanziati nel 2025 dal decreto Milleproroghe, tornando così a un livello di finanziamento allineato agli anni precedenti. 22,4 milioni, invece, sono destinati al Fondo Ordinario Enti di ricerca (FOE). Questo punto simboleggia l’attenzione verso il sistema pubblico della ricerca, in quanto il FOE finanzia enti come CNR, INGV, INAF e altri enti pubblici di ricerca vigilati dallo Stato.
Medici fino ai 72 anni
Viene prorogata di un anno, fino al 31 dicembre 2027, la possibilità per le ASL di trattenere in servizio il personale medico, su base volontaria, in regime di convenzione col SNN, fino al compimento del settantaduesimo anno di età. Lo scopo sarebbe andare a intervenire sulla carenza strutturale di medici. La modifica, tuttavia, non risolve il problema bensì lo “tampona” perché non aumenta il numero di medici formati e non accelera l’ingresso dei giovani.
Comandi e distacchi nelle partecipate
Molti progetti del PNRR dipendono da competenze tecniche rare e spesso sono contentrate in società pubbliche e partecipate. La modifica prevede che i comandi restino di durata annuale, ma che possano essere rinnovabili fino al 31 dicembre 2027. Lo scopo è quello di evitare le perdite di competenze nella fase finale dei progetti, ridurre il rischio di stop amministrativi per scadenze formali.
Digitalizzazione e presidenza del consiglio, SIEL
La struttura della presidenza del Consiglio competente per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione potrà prorogare gli incarichi entro e non oltre il 31 dicembre 2026. L’obiettivo è quello di non interrompere i programmi del PNRR che sono stati già avviati e garantire continuità alle procedure concorsuali.
Un altro finanziamento mirato è quello del Sistema informativo elettorale (SIEL). Sono stati stanziati nel triennio 1,6 milioni di euro destinati: alla raccolta, elaborazione e diffusione dei dati elettorali e referendari; sviluppo e manutenzione del Sistema informativo elettorale, con il conseguente passaggio verso la tessera elettorale digitale.
Riduzione dei tempi per le infrastrutture digitali
Passa anche la riduzione da 90 a 60 giorni del termine per le autorizzazioni sul suolo pubblico da parte delle autorità competenti, con lo scopo di rendere le procedure nell’esaminare le domande per la concessione del diritto di installare le infrastrutture elettroniche: semplificate, efficaci, trasparenti pubbliche e non discriminatorie
Queste modifiche chiudono dei nodi critici come scadenze e riduzione del contenzioso europeo. Forniscono anche maggiore certezza operativa, soprattutto per la fase finale del PNRR. Molte misure, tuttavia, sono proroghe e non riforme strutturali e rinviano problemi sistemici (come la carenza di personale sanitario) e aumentano la stratificazione normativa.






