
Una settimana dopo il referendum: tra equilibri persi e dimissioni eccellenti
I Pooh cantavano “Tempi migliori”, il centrodestra li insegue. A una settimana dal voto, i partiti di Governo sono in subbuglio. Dopo la cocente sconfitta al referendum sulla Giustizia culminata con la vittoria del No a quasi il 54% delle preferenze, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dovuto affrontare diverse grane. Dalle dimissioni di Delmastro a quelle di Santanchè, passando per le voci di corridoio su Donzelli. E questo solamente dentro gli ambienti di Fratelli d’Italia. Negli altri due partiti che attualmente sono al Governo, Forza Italia e Lega, la musica non cambia, soprattutto in Forza Italia. Il voto degli italiani ha lasciato evidenti strascichi e qualcuno potrebbe approfittarne.
L’addio dei fedelissimi del premier
Giorgia Meloni in questi tre anni e mezzo di governo non era mai stata così tanto in difficoltà. All’indomani della bocciatura sulla separazione delle carriere e sulla riforma del CSM il Governo e FdI si stanno ancora leccando le ferite, anche per via della ventata di dimissioni dell’ultima settimana. I primi a dimettersi sono stati nello stesso giorno, il 24 marzo, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il capo di gabinetto del guardasigilli Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi. Due cosiddetti capri espiatori, che hanno aperto la strada anche alle dimissioni dell’ormai ex ministro del Turismo Daniela Santanchè. Queste ultime sono arrivate dopo una nota del premier, un sacrificio che Meloni ha chiesto per ripulire l’immagine dell’esecutivo dopo il rinvio a giudizio per il caso Visibilia.
In più i rumors sulle dimissioni del responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, sono rimbalzati a Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama. Il politico fiorentino ha chiosato con un ironico “ditemi dove si firma per dimettermi”, ma un suo passo di lato verso il Copasir agita e non poco i palazzi.
Forza Italia, aria di rivoluzione liberale
Questa Waterloo elettorale ha ribaltato anche Forza Italia. Marina Berlusconi, figlia primogenita dell’ex premier Silvio, da dietro le quinte sta muovendo i pezzi del puzzle e sta dettando la nuova agenda politica del partito. Una linea più diplomatica e moderata cercando di tornare a una politica più liberale e lontana dai sovranismi. Da qui le dimissioni del capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, provocate da una fronda interna di 14 senatori azzurri su 20 che lo hanno sfiduciato con una lettera. Tra questi anche i nomi di due ministri dell’attuale esecutivo: Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministro per le Riforme istituzionali e Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione. Al suo posto una fedelissima di Marina Berlusconi, Stefania Craxi, figlia di Bettino e simbolo del nuovo corso liberale che la figlia del Cavaliere vuole donare al partito.
Per questa settimana è previsto inoltre un incontro tra Berlusconi stessa e il ministro degli Esteri e segretario generale di FI Antonio Tajani, dopo che quest’ultimo tornerà in Italia al termine di impegni istituzionali in Ucraina e Serbia. La posizione del ministro è in bilico, non ci sarebbero sorprese qualora volesse dimettersi da segretario del partito. Anche perché la sua linea interna romana non è molto gradita ai finanziatori milanesi, che vorrebbero far saltare qualche testa; una su tutte Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera e consuocero di Tajani. Il ministro però gode di stima per la sua visione europeista, ai posteri l’ardua sentenza.
Vertice del Carroccio a Milano tra pochi intimi: possibile nuovo ruolo per Zaia. Vannacci con Futuro Nazionale sale al 3,6%
Fronte Lega, in questo momento si sta tenendo una riunione sommaria post referendum per delineare le strategie future. Indetta dal segretario generale e dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al summit sta partecipando anche l’ex presidente del Veneto Luca Zaia, per il quale circolano indiscrezioni di un futuro ruolo nel governo attuale. Pure il Carroccio deve far fronte a un periodo di flessione: la Lega attualmente a livello nazionale è data al 6,3% (dati Youtrend) e sta calando lentamente. Oltre a questo, è uscita scottata dalla recente uscita dal partito di Roberto Vannacci. Il generale con il suo nuovo partito Futuro Nazionale attualmente è dato al 3,6% secondo le proiezioni e riscuote sempre più successo tra gli insoddisfatti soprattutto della Lega e di Fratelli d’Italia. Un monito importante visto gli equilibri attuali e le eventuali elezioni anticipate.





