
Asset digitali, Miccoli (Conio) “Chi non presidia l’infrastruttura di custodia cede ad altri il controllo sul valore”
Asset digitali, Miccoli (Conio) “Chi non presidia l’infrastruttura di custodia cede ad altri il controllo sul valore” – Roma, 23 giugno 2026 – La custodia degli asset tokenizzati è una questione di sovranità, non una funzione tecnica accessoria. È la tesi che Christian Miccoli, CEO e fondatore di Conio, sviluppa in un’intervista esclusiva rilasciata a PPN ADI Agenzia delle Infrastrutture, a margine dell’autorizzazione CASP ottenuta dalla fintech da Consob il 17 giugno.
“Chi controlla l’infrastruttura di custodia determina le regole del gioco, i tempi di regolamento e chi può partecipare al mercato”, afferma Miccoli, inserendo il tema nel più ampio dibattito europeo sulla sovranità digitale. “L’infrastruttura che serve alle banche e alle istituzioni per operare su asset reali tokenizzati è ancora quasi assente in Italia”, aggiunge, sottolineando come Germania, Francia e Lussemburgo dispongano di strutture operative da anni.
Il riferimento è al mercato dei Real World Asset (RWA) — crediti commerciali, obbligazioni, quote di fondi rappresentati in forma digitale su blockchain — la cui tokenizzazione richiede una catena di soggetti autorizzati per emettere, custodire e trasferire valore. Se quella catena è presidiata da operatori esteri, avverte Miccoli, “il valore si crea altrove e la dipendenza strutturale cresce.” Un rischio destinato ad ampliarsi con l’evoluzione dei pagamenti legati all’intelligenza artificiale, che “avverranno con ogni probabilità con monete tokenizzate.”