
CDP: export Italiano a 643 Miliardi nel 2025, tenuta solida ma protezionismo e concorrenza cinese tra i rischi
CDP: export Italiano a 643 Miliardi nel 2025, tenuta solida ma protezionismo e concorrenza cinese tra i rischi – Roma, 2 luglio 2026 – (PPN ADI) – Nel 2025 l’export italiano di beni ha raggiunto 643 miliardi di euro, in crescita del 3,3% in valore e dello 0,7% in volume, con una performance migliore rispetto ai principali partner europei. Il dato emerge dal nuovo brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto di Cassa Depositi e Prestiti, dedicato all’evoluzione dell’export italiano nel nuovo contesto geoeconomico internazionale. Il risultato si traduce in un surplus commerciale di 50,7 miliardi di euro, che sale a 97,7 miliardi al netto del deficit energetico.
La tenuta dell’export riflette, secondo CDP, punti di forza strutturali del sistema produttivo nazionale: elevata diversificazione geografica e merceologica, posizionamento su qualità e nicchie ad alto valore aggiunto e una base ampia di imprese esportatrici, con un ruolo competitivo delle PMI accanto ai grandi operatori. Il commercio internazionale, pur in un quadro globale deteriorato dal progressivo indebolimento del sistema multilaterale e dalla diffusione di politiche commerciali e industriali selettive, non arretra ma cambia geografia e natura, con la distanza geopolitica tra Paesi diventata fattore sempre più rilevante nell’orientare i flussi di merci, capitali e investimenti.
Il brief evidenzia tuttavia rischi rilevanti per il futuro: il rafforzamento del protezionismo, in particolare negli Stati Uniti; la pressione sui margini legata a costi energetici elevati e alla volatilità dei prezzi dei noli; la crescente concorrenza cinese nei segmenti a tecnologia medio-alta; e l’impatto delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, area strategica per energia e rotte commerciali. Sul fronte delle opportunità, CDP segnala che l’Italia può beneficiare del nuovo orientamento dell’Unione europea a favore dell’autonomia strategica in filiere chiave per la transizione energetica, la difesa e la salute, nonché delle sinergie tra export di beni e servizi e delle opportunità commerciali presenti nei mercati extra-UE ad alto potenziale.