
Olimpiadi, cresce il fronte per la candidatura di Roma ai Giochi del 2036 o del 2040
Olimpiadi, cresce il fronte per la candidatura di Roma ai Giochi del 2036 o del 2040. Gualtieri, “Roma ha tutte le carte ma serve un modello Giubileo”- Roma, 3 luglio 2026 – (PPN ADI) – La candidatura di Roma ai Giochi olimpici del 2036 o del 2040 prende corpo. Nel corso del convegno “I grandi eventi sportivi: il modello Roma”, promosso da Roma Capitale in collaborazione con il Gruppo Il Sole 24 Ore, istituzioni e vertici dello sport italiano si sono espressi con crescente convinzione sull’ipotesi di una candidatura della Capitale.
“È evidente che Roma abbia tutte le carte per una candidatura forte, ma noi lavoriamo sempre con il massimo rigore e sobrietà. Innanzitutto c’è bisogno di un lavoro interistituzionale che faremo da qui in avanti. Con un modello Giubileo anche per le Olimpiadi”, ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri, sottolineando la necessità di una collaborazione seria con le altre istituzioni.
Il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, si è detto fiducioso: “Credo che ci possano essere le condizioni per prendere in considerazione l’ipotesi di una candidatura di Roma per i Giochi perché questa, tra qualche anni, sarà dotata di impianti all’altezza dell’evento. Sarebbe assolutamente positivo avanzare una candidatura di Roma. Abbiamo dimostrato, come sistema Italia, che quando ci sono temi che vengono affrontati seriamente i risultati si portano a casa.”
Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha però indicato le condizioni necessarie per non ripetere il fallimento della precedente candidatura: “Per non ripetere l’errore della mancata assegnazione a Roma è necessario che tutte le parti in causa siano d’accordo, a partire dal Governo, dalla città, dalla regione e da Sport e Salute, fino alla condivisione dei cittadini. Con questi elementi si può andare avanti, altrimenti diventa difficile. Serve una squadra compatta dall’inizio.”
L’assessore allo Sport di Roma, Alessandro Onorato, ha sottolineato come la sfida olimpica “possa essere concreta, e meno iperbolica di come la si voglia far pensare”, ricordando l’impatto economico e occupazionale dei grandi eventi sportivi sulla città e le eredità in termini di strutture e impianti che questi lasciano al territorio.