
Fiumicino, il TAR del Lazio accoglie il ricorso contro il progetto Fiumicino Waterfront
Fiumicino, il TAR del Lazio accoglie il ricorso contro il progetto Fiumicino Waterfront – Roma, 6 luglio 2026 – (PPN ADI) – Il Tar del Lazio ha annullato il parere positivo di valutazione di impatto ambientale rilasciato a novembre dal ministero dell’Ambiente e dal ministero della Cultura al progetto di Fiumicino Waterfront, la partnership tra il gruppo crocieristico statunitense Royal Caribbean e il fondo d’investimenti Icon Infrastructure per il nuovo porto di Fiumicino. I giudici hanno accolto il ricorso di alcuni cittadini residenti nell’area e di diversi comitati, sostenuti dagli interventi di FILT CGIL e ANCIP.
Al centro della sentenza c’è la natura dell’infrastruttura. Il progetto, avviato dalla Regione Lazio su input di IP Iniziative Portuali Porto Romano come porto turistico dedicato alla nautica da diporto e trasferito al Comune di Fiumicino nel 2020, era stato modificato dopo il subentro di Fiumicino Waterfront nella concessione novantennale, con la previsione, accanto a un bacino da 1.200 posti barca, di un molo dedicato a navi da crociera e maxi yacht. Per il Tar la procedura ambientale è stata avviata dal Comune sulla base di una norma che gli consente di farlo solo per porti destinati unicamente o precipuamente al diporto, mentre il progetto prevede un molo ad hoc per le navi da crociera, in sosta stabile in modalità home port per circa 200 giorni l’anno, con un potenziale passaggio di circa 1,3 milioni di turisti. Si tratta quindi, secondo i giudici, di un porto polifunzionale con una componente crocieristica di valore estremamente significativo, proposto da un ente locale privo di attribuzioni in materia.
Il collegio ha ritenuto fondati anche altri due motivi di ricorso: il giudizio parziale della Soprintendenza e del ministero della Cultura, che avevano dato l’ok riservandosi di pronunciarsi in un secondo momento sull’autorizzazione paesaggistica, e il mancato coinvolgimento dell’Autorità di Bacino nella fase istruttoria, nonostante parte del progetto ricada in zona di vincolo idraulico.
La FILT CGIL ha espresso soddisfazione per una decisione che “rappresenta un importante richiamo alla necessità di garantire trasparenza, correttezza amministrativa e pieno rispetto delle regole che disciplinano il settore portuale”. Per ANCIP la sentenza “riafferma un principio essenziale”, ovvero che alle infrastrutture incompatibili con la mera nautica da diporto si applicano le regole della legge portuale 84 del 1994. “Rispettiamo quanto stabilito senza commentare la decisione, procederemo in appello nei tempi e modi previsti dalla legge”, ha fatto sapere l’amministratore delegato di Fiumicino Waterfront Galliano Di Marco.