
Emergenza casa, IFEL: “Affitti aumentati del 22,6%”
Emergenza casa, IFEL: “Affitti aumentati del 22,6%” – Roma, 8 luglio 2026 – (PPN ADI) – L’onda lunga della crisi della casa emerge soprattutto la situazione degli affitti. In questo settore si registra una crescita media del 22,6% dei costi di locazione tra il 2018 e il 2024, con punte parecchio più alte in alcune aree del Paese e un incremento medio ponderato che ha raggiunto il 27,5%.
È la fotografia scattata dall’Istituto per la finanza e l’economia locale (IFEL) nel dossier “La questione abitativa” che sarà presentato domani a Roma nel corso del convegno “Affordable Housing: obiettivi e risorse”. Dai numeri anticipati da Il Sole 24 Ore emerge che “la questione abitativa – osserva l’Istituto – non è solo una grande emergenza nazionale, è il tema sul quale si giocano nei prossimi anni le prospettive di sviluppo economico e civile dell’Italia”. Secondo l’Istituto, l’emergenza riguarda oggi oltre 1,5 milioni di famiglie, ma il numero di coloro che incontrano difficoltà nel trovare un alloggio adeguato a costi sostenibili è sensibilmente più elevato. Inoltre, “la geografia degli aumenti non coincide soltanto con le grandi città, ma coinvolge anche capoluoghi medi e piccoli, indicando che la pressione sugli affitti è ormai un fenomeno territorialmente esteso”, ha spiegato sempre l’Istituto nella ricerca.
Nel complesso, il 5,1% della popolazione italiana vive una condizione di sovraccarico abitativo. Le persone sole sono la categoria maggiormente esposta, con un’incidenza del 15,6%, che arriva al 19,9% tra gli under 65. Anche i nuclei monogenitoriali risultano particolarmente vulnerabili, mentre il fenomeno interessa il 7,6% delle famiglie con capofamiglia sotto i 35 anni, a conferma di quanto la difficoltà ad accedere alla casa rappresenti ormai uno dei principali ostacoli all’autonomia delle nuove generazioni. Un altro elemento che emerge con chiarezza riguarda il rapporto tra affitto e acquisto.
Negli ultimi dieci anni vivere in locazione è diventato progressivamente più oneroso rispetto al possesso
dell’abitazione. Dal 2014 la forbice tra il peso del canone e quello della rata del mutuo si è progressivamente allargata: oggi la locazione assorbe mediamente il 21% del reddito familiare, mentre il mutuo pesa per il 14 per cento. Un divario che fotografa l’evoluzione del mercato italiano e che, secondo
le elaborazioni basate sui dati Ocse, rende nel nostro Paese relativamente più conveniente acquistare una casa piuttosto che prenderla in affitto, naturalmente per chi riesce ad accedere al credito bancario.