
Seveso, celebrati i 50 anni dall’incidente nel Bosco delle Querce
Seveso, celebrati i 50 anni dall’incidente nel Bosco delle Querce – Seveso, 10 luglio 2026 – (PPN ADI) – Il 10 luglio del 1976 alle 12.37 un guasto in un reattore nello stabilimento ICMESA, in Brianza, al confine con Seveso, provocò la fuoriuscita di diossina, causando un grave incidente ambientale. Oggi, a 50 anni di distanza, su quella che era l’area più contaminata sorge il Bosco delle Querce, un parco diventato il simbolo della rinascita di un intero territorio che ha saputo reagire e, attraverso un lungo cammino di apprendimento collettivo, fatto di innovazione, ricerca scientifica e di resilienza, ha reso la Lombardia un modello nazionale e internazionale sui temi ambientali. Proprio in questo luogo, insignito recentemente del Marchio del Patrimonio Europeo, questa mattina si è svolta la cerimonia di commemorazione di un avvenimento che rappresenta, allo stesso tempo, un monito e il punto di partenza di un lungo percorso virtuoso di rigenerazione, scandito negli anni dai diversi interventi di bonifica realizzati da Regione Lombardia, dalla direttiva Seveso con cui l’Ue si è dotata di una politica comune in materia di prevenzione e dalla nascita della Fondazione Lombardia per l’Ambiente, che ha messo il rigore scientifico a servizio della tutela ambientale. A ricordare tutti i risultati raggiunti è stato il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana che, insieme gli assessori Francesca Caruso (Cultura), Giorgio Comazzi (Territorio e Sistemi Verdi), Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile), Giorgio Maione (Ambiente e Clima), e i sottosegretari allo Presidenza Raffaele Cattaneo (Relazioni internazionali ed Europee) e Mauro Piazza (Autonomia e Rapporti con il Consiglio regionale), ha celebrato la resilienza di tutta la comunità lombarda nel corso di un evento anche ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente del Senato Ignazio La Russa e del presidente del Consiglio regionale Federico Romani. Presenti, tra gli altri, anche il sindaco di Seveso Alessia Borroni e il presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio.
“Il 10 luglio del 1976 – ha ricordato il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana – non è soltanto una data impressa nella memoria della Lombardia, ma una data che ha segnato la storia del nostro Paese e dell’Europa intera. Fu un evento drammatico e improvviso, che incise profondamente sulla vita quotidiana delle persone, sulla salute delle comunità e sull’ambiente, ridefinendo il rapporto tra i cittadini e le istituzioni. Seveso ci ha insegnato che l’ambiente non può essere considerato come un elemento separato dalla vita delle persone. L’ambiente è la nostra casa comune, il luogo in cui si svolgono le relazioni, il lavoro e la costruzione del futuro. Proteggere l’ambiente significa proteggere le persone; significa riconoscere che il benessere umano è indissolubilmente legato al contesto naturale, sociale e collettivo”.