
Data center, Cdm approva due grandi programmi di investimento sul territorio italiano
Data center, Cdm approva due grandi programmi di investimento sul territorio italiano – Roma, 23 luglio (PPN ADI) Il Consiglio dei ministri ha deliberato la dichiarazione di preminente interesse strategico
nazionale di due grandi programmi di investimento destinati a data center sul territorio italiano.
Il primo riguarda il programma “Equinix per l’Italia” che prevede la realizzazione di sette nuovi centri di elaborazione dati nell’area metropolitana di Milano, nei comuni di Settimo Milanese e Cusago, per un valore complessivo di 4 mld di euro di investimenti diretti nel periodo 2026-2033, cui si aggiungono oltre 5 miliardi di euro di produzione economica aggiuntiva, circa 2,2 miliardi di valore aggiunto lordo nella fase di costruzione e 1,4 miliardi in quella operativa.
Dal punto di vista occupazionale è previsto il coinvolgimento di circa 1.500 lavoratori nella fase di costruzione e di oltre 500 tra occupati diretti e indiretti a regime, quando il campus richiederà la presenza stabile di oltre 300 tecnici altamente qualificati, cui si aggiungerà un indotto di circa mille figure professionali.
Si tratta di un progetto caratterizzato da una elevata densità di potenza informatica, per una connettività resiliente e a bassa latenza, per l’adozione di tecnologie avanzate di raffreddamento ed efficienza energetica e per elevati standard di sicurezza fisica e informatica conformi ai requisiti europei.
È previsto un intervento di recupero del calore prodotto ed è stato sottoscritto un accordo che garantisce la copertura integrale del fabbisogno energetico degli impianti mediante fonti rinnovabili.
Il secondo è il programma “Cavour Hyperscale Campus” che prevede la riqualificazione e la riconversione dell’ex centrale elettrica “Galileo Ferraris” di Trino, in provincia di Vercelli, mediante la realizzazione di un campus per l’elaborazione dei dati di rilevanza nazionale ed europea, progettato per una potenza complessiva compresa tra 300 e 400 megawatt, per un valore di circa 4 mld di euro.
L’intervento risponde a un deficit infrastrutturale del Paese: a fronte di una capacità europea che dovrà crescere di almeno il 150 per cento entro il 2030 per sostenere la diffusione dei servizi in rete, le applicazioni di intelligenza artificiale e i requisiti di sovranità digitale, l’Italia dispone oggi di meno del cinque per cento della capacità complessiva dell’Unione.
La localizzazione prescelta consente una connessione diretta agli assi energetici primari, grazie alla presenza di una stazione elettrica a 380 kilovolt e di un impianto fotovoltaico da 87,5 megawatt già
operativo, ai quali si affiancheranno sistemi di accumulo elettrochimico di potenza compresa tra 100 e 120 megawatt e capacità tra 200 e 240 megawattora.
L’iter autorizzativo prevede l’avvio della conferenza di servizi entro la fine del 2026, il rilascio dell’autorizzazione unica entro la fine del 2027 e l’apertura del primo lotto entro la fine del 2028.
A seguito della deliberazione è prevista la nomina, per ciascun programma, di un Commissario straordinario di Governo, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e d’intesa con
il Presidente della Regione interessata, incaricato di assicurare il coordinamento e l’azione amministrativa necessari alla tempestiva realizzazione dell’investimento, anche ai fini del rilascio dell’autorizzazione unica.