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4 Settembre 2026

Caldo, Capobianco (FILCA-CISL Roma): “Bene proroga ordinanza Regione Lazio, ma lacune su controlli”

Caldo, Capobianco (FILCA-CISL Roma): “Bene proroga ordinanza Regione Lazio, ma lacune su controlli” – Roma, 4 settembre 2026 – (PPN ADI) – “La decisione della Regione Lazio di prorogare fino a mercoledì 30 settembre l’ordinanza anti-caldo, in scadenza il 15 settembre, è giusta e condivisibile ed è il frutto del dialogo e del confronto tra le istituzioni e le parti sociali”. Lo dichiara Nicola Capobianco, segretario generale Filca-Cisl Roma.

“Noi però, come Filca-Cisl – aggiunge Capobianco – riteniamo che la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori più esposti agli eventi estremi del meteo, a partire dagli addetti dei cantieri e delle cave, non debba più passare per provvedimenti temporanei ma vada assicurata da disposizioni strutturate. Non ci troviamo più di fronte a episodi emergenziali, infatti, ma ad una realtà con la quale ci troveremo sempre a fare i conti. La sicurezza dei lavoratori viene sempre prima di tutto, non c’è opera che valga una vita umana. E quindi giudichiamo positivamente il provvedimento della Regione, ma al contempo denunciamo gravissime lacune sui controlli e sull’osservanza della disposizione, che rischiano di vanificare l’operato della Regione. L’ordinanza, infatti, prevede lo stop ai lavori nelle ore più calde, dalle 12:30 alle ore 16:00, in condizioni di esposizione prolungata al sole, quando il sito Worklimate segnali un livello di rischio ‘alto’. Gli operatori della Filca presidiano quotidianamente il territorio, e in questi mesi sono spesso rimasti impotenti di fronte alla mancata applicazione dell’ordinanza. E quindi ci chiediamo quale soggetto debba intervenire per sospendere l’attività e chi ha il compito di occuparsi della parte sanzionatoria, prevista dalla stessa ordinanza. Infine – conclude il segretario generale della Filca di Roma – vorrei ricordare che lavorare in condizioni di caldo estremo non costituisce solo un pericolo immediato: l’esposizione al sole comporta rischi di malattie professionali, tra le quali il melanoma. Abbiamo il dovere di mettere in campo tutte le azioni e gli strumenti per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori”.

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