Mediterraneo, Rixi (MIMIT): “Fronte mediterraneo per chiedere a UE di cambiare passo su politiche shipping”
Mediterraneo, Rixi (MIMIT): “Fronte mediterraneo per chiedere a UE di cambiare passo su politiche shipping” – Roma, 9 settembre 2026 – (PPN ADI) – “Un fronte mediterraneo”, composto da Italia, Cipro, Grecia e Malta per “chiedere all’Europa di cambiare passo sulle politiche dello shipping e, in particolare, sulla revisione dell’ETS marittimo”. Questo è il risultato politico del confronto tra: Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastture e dei Trasporti, Marina Hadjimanolis, viceministra dei Trasporti di Cipro, Vasilis Kikilias, ministro greco delle Infrastrutture e Chris Bonett, il ministro maltese dei Trasporti e delle infrastrutture.
“Grecia, Cipro e Malta a Limassol hanno condiviso con l’Italia la necessità di rafforzare il coordinamento tra i Paesi mediterranei e di costruire una posizione comune in vista delle prossime discussioni europee e internazionali sulla competitività dello shipping e sulla decarbonizzazione”, scrive il MIMIT in una nota.
“Sul futuro dello shipping europeo il Mediterraneo deve far sentire la propria voce. Non possiamo accettare che regole pensate per accelerare la decarbonizzazione finiscano per spostare traffici, investimenti e competitività fuori dall’Europa. Italia, Grecia, Cipro e Malta hanno una responsabilità comune e oggi rafforzano un fronte che deve contare nelle scelte dell’Unione”, sottolinea Rixi nel corso del suo intervento in collegamento.
“Non possiamo chiedere alle nostre imprese di competere con una mano legata dietro la schiena. Il Mediterraneo non può essere considerato una periferia dell’Europa quando si parla di commercio, porti e sicurezza economica. È una delle sue principali porte d’ingresso e una componente strategica della sua competitività. Per questo Italia, Grecia, Cipro e Malta devono stare insieme e far pesare questa posizione a Bruxelles e all’Imo”, evidenzia il viceministro. Il confronto “punta a trasformare la convergenza tra quattro Paesi in una strategia politica comune, capace di incidere nel Consiglio UE e di dialogare anche con gli Stati marittimi extraeuropei che hanno un peso decisivo nei negoziati Imo. Il documento preparatorio sottolinea infatti la necessità di superare una logica esclusivamente europea e di costruire alleanze più ampie per arrivare a un accordo globale”. Per l’Italia la revisione dell’ETS “deve garantire un reale equilibrio tra obiettivi ambientali e competitività del sistema marittimo europeo, con particolare attenzione ai porti mediterranei, al transhipment, al cabotaggio, ai collegamenti insulari e al trasporto marittimo regionale. L’estensione del sistema alle navi tra 400 e 5.000 GT rischia inoltre di produrre nuovi costi proprio sui segmenti più esposti”.