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14 Settembre 2026

Appalti, Architetti: “Nuovo regolamento europeo penalizza qualità interventi e vanifica obiettivi già raggiunti in Italia”

Appalti, Architetti: “Nuovo regolamento europeo penalizza qualità interventi e vanifica obiettivi già raggiunti in Italia” – Roma, 14 settembre 2026 – (PPN ADI) – Non piace agli architetti il testo del nuovo regolamento europeo sugli appalti varato lo scorso 9 settembre dalla Commissione Europea, che sarà in vigore direttamente in tutti gli stati membri, senza alcun provvedimento legislativo di recepimento, venti giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta europea, anche se sarà applicabile due anni dopo.

“Il nuovo regolamento – dichiara il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori (CNAPPC), Alessandro Panci – segna una pericolosa inversione di tendenza rispetto al percorso, tracciato dalla precedente direttiva appalti (2014/24/UE), per rilanciare la centralità del progetto nel processo di costruzione delle opere pubbliche in Europa.  Il regolamento varato dalla Commissione Europea, infatti, disciplina l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria con le stesse regole da adottare per altri servizi ordinari, penalizzando fortemente il carattere intellettuale di prestazioni professionali come la progettazione”.

“Il Testo redatto dalla Commissione Europea – aggiunge Rino La Mendola, vicepresidente del CNAPPC con delega ai Lavori Pubblici- rivendica la promozione della qualità delle prestazioni, stabilendo che, di regola, l’appalto debba essere aggiudicato sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, riservando all’elemento qualità un peso non inferiore al 30%. Di fatto, tale dispositivo segna un notevole passo indietro per la valorizzazione della qualità delle prestazioni, visto che il nostro codice dei contratti vigente (Decreto Legislativo 36/2023), negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria, inverte tali percentuali imponendo un tetto del 30% alla valutazione dell’offerta economica e lasciando il rimanente 70% alla qualità dell’offerta tecnica (art.41 comma 15 bis).  Il passo indietro si trasforma in un salto nel vuoto, nel momento in cui il nuovo Regolamento vanifica gli obiettivi raggiunti in Italia, sul tema dell’equo compenso, con la legge 49/2023 e con l’art. 41 (commi 15 bis, ter e quater) del Decreto Legislativo 36/2023 ed ignora del tutto procedure fondamentali per esaltare la qualità del progetto come i concorsi di progettazione; viene infatti annullata la disciplina speciale introdotta sul tema dalla direttiva 24 (Capo II del Titolo III). Insomma, applicando alla lettera il nuovo regolamento, almeno per servizi di importo stimato pari o superiore alla soglia comunitaria, salterebbero i concorsi di progettazione e principi fondamentali della normativa attualmente vigente come l’equo compenso e la qualità dell’offerta”.

“Siamo già al lavoro per superare nell’iter di approvazione del Parlamento Europeole tante criticità del testo varato dalla Commissione. In particolare, nei prossimi giorni, attiveremo le nostre commissioni tematiche interne al fine di stilare un documento con i nostri emendamenti, da proporre ai parlamentari europei, previa condivisione con altre categorie professionali interessate”.  Conclude il presidente Panci.

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