
Una “staffetta tecnologica” per un nucleare sicuro e sostenibile
Entrata in vigore, la Legge Delega conferirà al Governo il potere di emanare, sotto forma di Decreti Legislativi, le disposizioni attuative richieste a ricostituire il sistema nazionale necessario ad implementare un programma nucleare. Questo richiederà interventi non solo sulle leggi e i regolamenti per l’autorizzazione e l’operazione di nuovi impianti, ma anche l’istituzione o il potenziamento di quei soggetti richiesti a gestire le diverse fasi del processo, tra cui una Autorità di Sicurezza, l’industria, la ricerca, l’università e la formazione secondaria.
In parallelo, Nuclitalia, la newco istituita a maggio 2025, ha già avviato una fase preliminare di indagine del tessuto industriale per delineare possibili partnership strategiche, nonché di studio e ricerca delle soluzioni più innovative, sicure e competitive, con una particolare attenzione agli Small Modular Reactor (SMR) e agli Advanced Modular Reactor (AMR).
Le nuove tecnologie nucleari
Ricerca e innovazione in campo nucleare non si sono mai arrestate. L’ambizione a migliorare sicurezza, efficienza e sostenibilità degli impianti ha portato a sviluppare nuovi concetti e soluzioni, con una tale evoluzione tecnologica da far parlare di vere e proprie generazioni.
Guardando all’oggi, da un lato vi sono gli impianti in fase di esercizio, costruzione o autorizzazione, identificati come di terza generazione avanzata (III+). Si basano tutti sulla tecnologia dei reattori precedenti, che operando per 70 anni hanno costituito una vastissima base di conoscenza; si distinguono però da quei progetti per l’ottimizzazione derivata dal ritorno di esperienza, e per l’introduzione di nuove soluzioni, in particolare sulla sicurezza e sulle tecniche di costruzione. Tra i concetti più rappresentativi, gli SMR, che fanno leva sulla piccola taglia per esaltare la sicurezza intrinseca e passiva (cioè, garantita spontaneamente dall’impianto, anche senza l’intervento di un operatore o la disponibilità di energia) e la costruzione modulare in serie come modello di riduzione dei costi.
Dall’altro lato, gli AMR, reattori di quarta generazione (IV) basati su tecnologie nuove, in fase di dimostrazione o studio, pensati per incrementare ancora più marcatamente non solo la sicurezza e la competitività, ma anche la sostenibilità della fonte nucleare. Tra i concetti più interessanti, vi sono infatti reattori capaci di reimpiegare il combustibile già utilizzato in impianti precedenti, implementando una economia circolare anche in campo nucleare. E, tra questi, i reattori refrigerati a piombo, sui quali l’industria e la ricerca italiane – forti di oltre vent’anni di sviluppo tecnologico – vantano un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale.
Una “staffetta tecnologica”
Le caratteristiche diverse degli impianti di generazione III+ e IV, e il loro diverso livello di maturità, suggeriscono – come già indicato a conclusione dei lavori della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile – una vera e propria staffetta tecnologica.
La prima fase sarebbe volta alla realizzazione di impianti di generazione III+ (in particolare SMR), operativi potenzialmente già entro dieci anni, per anticipare la stabilizzazione del sistema energetico italiano con una quota da fonte nucleare che acceleri la decarbonizzazione, riduca la dipendenza energetica dall’estero e contrasti la volatilità dei prezzi dell’energia. A questi impianti verrebbero progressivamente ad affiancarsi, in una seconda fase, gli AMR di IV generazione refrigerati a piombo, puntando a rendere il sistema nucleare nazionale ancora più efficiente sia da un punto di vista energetico e ambientale, sia da quello industriale, consentendo alle imprese di aumentare il grado di partecipazione alle opere di realizzazione di tali impianti grazie al know-how esistente.
Nel più lungo termine, la staffetta potrebbe anche includere impianti a fusione, una volta giunti a maturità, così da valorizzare le capacità che la ricerca e l’industria italiane già esprimono nei principali progetti di ricerca internazionali. Questa staffetta potrebbe portare così il paese a sfruttare tutto il potenziale di capacità e competenze tutt’ora presente, massimizzando i vantaggi economici e ambientali dati dall’introduzione del nucleare al fianco delle fonti rinnovabili e in una traiettoria di più lungo periodo di ottimizzazione dell’uso di risorse naturali e di gestione dei rifiuti residui prodotti.
