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2 Novembre 2026

Miami-Dade, 27 decisioni in una scheda: in America si vota anche per le infrastrutture

Dalla conferma dei giudici alla tassa scolastica fino all’operazione immobiliare da mezzo miliardo a Miami Beach, cosa insegna il modello di democrazia diretta USA sul governo del territorio

In Italia concessioni, bilanci e infrastrutture si discutono in Parlamento, al Governo e nei Consigli comunali. Negli Stati Uniti, in molti Stati, si votano direttamente in cabina elettorale. La scheda che abbiamo analizzato è la Sample Ballot ufficiale di Miami-Dade County per le elezioni generali del 3 novembre 2026. È composta da quattro pagine fronte-retro, stampata in tre lingue (inglese, spagnolo e creolo haitiano) e contiene oltre ventisette decisioni per un singolo elettore. Non è solo un voto tra Democratici e Repubblicani: è democrazia diretta su tasse, scuole e sviluppo urbano.A prima vista sembra una scheda normale. In alto ci sono le cariche più note: il Senatore degli Stati Uniti, il rappresentante al Congresso del Distretto 25, il Governatore e il Vice Governatore della Florida, il Procuratore Generale, il Direttore Finanziario, il Commissario all’Agricoltura. Poi si scende verso i livelli statali e locali. È già qui che si capisce la differenza con il modello italiano: cariche che da noi sarebbero di nomina lì sono elettive e il cittadino è chiamato a scegliere direttamente chi gestirà pezzi concreti della macchina pubblica.

Subito sotto le cariche comincia la parte che per un elettore italiano è la più spiazzante. La scheda chiede se confermare il Justice Carlos G. Muniz della Corte Suprema e il Judge Kansas R. Gooden della Corte d’Appello del Terzo Distretto. Non c’è un avversario, non c’è una sfida tra due candidati. C’è solo un sì o un no per tenerlo in carica. È la retention election, un meccanismo pensato per tenere i giudici indipendenti dalla campagna elettorale ma comunque responsabili davanti ai cittadini.

Il cuore infrastrutturale della scheda, però, è nella seconda parte, quella dei referendum. Il primo emendamento costituzionale propone di portare dal 10 al 25% delle entrate generali la quota che lo Stato può accantonare nel Budget Stabilization Fund, il fondo anticrisi, con l’obbligo di trasferire 750 milioni di dollari l’anno. In Italia sarebbe una norma di Legge di Bilancio, in Florida la decide l’elettore. Subito dopo arrivano le tasse sulla casa e sui terreni agricoli: da un lato l’esenzione dall’ad valorem tax per i beni tangibili presenti su terreni agricoli usati per produzione o agriturismo, dall’altro l’aumento della Homestead Exemption fino a 150 mila dollari nel 2027 e 250 mila nel 2028, con il tetto all’aumento delle valutazioni non-homestead ridotto dal 10 al 5 per cento. Sono decisioni fiscali che toccano direttamente il valore degli immobili e la rendita agricola.

La stessa logica si ritrova nei referendum di contea. Si vota per creare una commissione indipendente che stabilisca gli stipendi dei commissari, per alzare da sei mesi a un anno il requisito di residenza nel distretto per potersi candidare, per sincronizzare le elezioni speciali per la carica di sindaco vacante con le altre elezioni già in calendario. Sono dettagli di governance che da noi sarebbero regolamenti interni, lì diventano oggetto di voto popolare.

Gli ultimi due quesiti mostrano fino a che punto il modello si spinge sul territorio. Il referendum dello School Board chiede di rinnovare una tassa di un millesimo ad valorem esclusivamente per aumentare gli stipendi degli insegnanti e migliorare la sicurezza degli studenti, dal primo luglio 2027 al 30 giugno 2031, con il controllo di un comitato consultivo cittadino. È una tassa di scopo pura, votata direttamente da chi la pagherà. L’ultimo quesito riguarda la città di Miami Beach: l’estensione di due volte vent’anni del contratto di affitto del terreno di proprietà comunale in 1691 Michigan Avenue a RK Rivani LLC, per realizzare 47 mila piedi quadrati di nuovo sviluppo sopra un garage esistente, garantendo 247.733.206 dollari di affitto base e circa 184.140.862 di affitto percentuale nei quarant’anni di opzione, con l’aumento della percentuale dal 2,5 al 3%. Un’operazione immobiliare da mezzo miliardo di dollari che non passa solo da una delibera di giunta, ma dal voto dei cittadini.

Letta tutta insieme, la scheda di Miami-Dade racconta un modello diverso di gestione delle infrastrutture. Il potere non è delegato una volta ogni cinque anni, ma esercitato direttamente su ogni pezzo: dal fondo anticrisi alla tassa sulla casa, dalla scuola sotto casa al garage che diventa un palazzo. E la stampa trilingue – Vote Both Sides, Vote ambos lados, Vote Toude Bò Paj la – ricorda che perché un voto su tasse e sviluppo sia considerato legittimo, deve includere davvero tutti, dalla comunità ispanica a quella haitiana.

Fonte: Miami-Dade County Official General Election Sample Ballot – November 3, 2026 – Precinct 023.0 – Documento campione contrassegnato come Sample Ballot. Per informazioni ufficiali: Miami-Dade County Elections.

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