Irrigazione in collina, dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale 51 milioni in 25 anni per 21 invasi
Irrigazione in collina, dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale 51 milioni in 25 anni per 21 invasi – Roma, 6 ottobre 2026 – (PPN ADI) Assicurare acqua alle aziende agricole di collina per sostenere la produzione, mantenere attive le imprese e presidiare un territorio fragile. È il ruolo delle infrastrutture irrigue progettate e realizzate negli ultimi decenni nel Distretto montano dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale insieme alle aziende. Nel Distretto sono stati costruiti 21 impianti irrigui, i cosiddetti laghetti o invasi, un caso unico a livello nazionale, a cui aderiscono 950 aziende su un bacino di circa 2.000, per quasi 7.000 ettari serviti, una capacità di circa 3,5 milioni di metri cubi e quasi 400 chilometri di condotte. Tra il 2000 e il 2025 gli investimenti hanno raggiunto circa 51 milioni di euro, di cui circa 30 di cofinanziamento pubblico e 21 a carico delle aziende aderenti. Su 9 bacini sono già attivi impianti fotovoltaici galleggianti per complessivi 840 kW e altri 4 sono in costruzione. Ogni anno vengono distribuiti circa 3 milioni di metri cubi d’acqua, tutti derivati da corsi d’acqua superficiali e senza prelievi dalla falda. Il Consorzio gestisce quasi tutti gli impianti irrigui dell’area e affianca le aziende in ogni fase, dalla progettazione alla realizzazione fino alla gestione.
In collina e in montagna l’agricoltura lavora in condizioni più difficili rispetto alla pianura, con margini più bassi e colture ad alto fabbisogno di manodopera: vite, actinidia, albicocco, pesco e susino occupano nelle vallate di Santerno, Senio, Lamone e Marzeno oltre 11.000 ettari di superficie agricola utilizzata (SAU) e generano, secondo le stime, più di 660.000 giornate di lavoro. Le aziende svolgono anche un ruolo di presidio del territorio, la cui fragilità è emersa con gli eventi del 2023, quando le frane hanno colpito circa 1.500 ettari di terreni agricoli e boschi. L’acqua è decisiva soprattutto nelle zone più difficili, come le argille plioceniche a valle della Vena del Gesso, dove nei periodi critici la siccità può compromettere non solo il raccolto ma la sopravvivenza stessa delle colture arboree. “L’irrigazione in collina non rappresenta soltanto un servizio alla produzione agricola. È una componente che contribuisce a mantenere attive le aziende, il lavoro e il presidio di un territorio complesso, nel quale gli eventi degli ultimi anni hanno mostrato con chiarezza quanto sia importante la presenza quotidiana dell’agricoltura”, sottolinea il presidente del Consorzio, Antonio Vincenzi.