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7 Ottobre 2026

Trasporti e logistica, studio Federtrasporto-Confindustria il sistema vale 341 miliardi, il 19% del PIL

Trasporti e logistica, studio Federtrasporto-Confindustria il sistema vale 341 miliardi, il 19% del PIL – Roma, 7 ottobre 2026 – (PPN ADI) Considerando l’impatto diretto, indiretto e indotto, trasporti e logistica attivano 341 miliardi di euro di valore aggiunto, il 19,0% del PIL italiano, e 4,67 milioni di occupati equivalenti a tempo pieno (FTE), il 19,5% del totale nazionale, quasi un posto di lavoro su cinque. È quanto emerge dallo studio “L’industria che muove l’Italia”, promosso da Federtrasporto con il Centro Studi di Confindustria e presentato a Roma, che per la prima volta considera la mobilità di persone e merci come un unico sistema industriale, misurandone anche il valore attivato nell’intera economia. La statistica ufficiale, che limita il settore H ai soli servizi venduti a terzi, si ferma a 86 miliardi (4,8% del PIL); includendo logistica in conto proprio, carburanti, manutenzione, noleggio e infrastrutture il perimetro sale a 184 miliardi (10,3%), fino ai 341 miliardi della filiera complessiva, cioè la ricchezza che l’Italia perderebbe senza il sistema dei trasporti. La logistica, in conto terzi e in conto proprio, è la componente principale con 202 miliardi (59%), seguita da trasporto merci e passeggeri con 84 miliardi (25%), carburanti e manutenzione dei mezzi con 30 miliardi (9%) e infrastrutture e servizi ancillari con 25 miliardi (7%). Anche sul lavoro guida la logistica con 2,807 milioni di occupati (60%), davanti a trasporti (1,161 milioni, 25%), infrastrutture (416 mila, 9%) e carburanti e manutenzione (288 mila, 6%). I legami più forti sono con manifattura e industria, che assorbono il 34% dei servizi logistici, e con il commercio (21%), mentre dopo il crollo del 2020 il valore aggiunto reale del settore è cresciuto di circa cinque punti percentuali meno del resto dell’economia.

“È un unico sistema industriale a tutti gli effetti”, ha dichiarato il presidente di Federtrasporto, Paolo Colombo. “Questi sono numeri importanti che impongono un cambio di prospettiva: la mobilità delle persone e la mobilità delle merci non possono più essere considerate attività ancillari o un semplice costo da comprimere, ma una leva della politica industriale e della competitività del Paese. Questo vale per la mobilità delle persone come per la manifattura. È necessario, quindi, accompagnare le imprese nel passaggio dal franco fabbrica al franco destino. Rinunciare a gestire la catena logistica significa rinunciare a valore aggiunto, competenze e controllo sulla relazione con il cliente”. Federtrasporto chiede quindi che trasporti, logistica e infrastrutture entrino stabilmente al centro della programmazione industriale nazionale, per proteggere le catene di approvvigionamento e sostenere l’export del Made in Italy.

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