
Strade e asfalti green, ANAS ad Asphaltica punta sulla manutenzione circolare
Rendere la manutenzione delle strade non solo più efficace ma anche più sostenibile. È il messaggio portato da Anas ad Asphaltica 2026, il salone promosso da SITEB, l’associazione che riunisce la filiera italiana di bitumi e strade, che si è aperto oggi a BolognaFiere e resterà in programma fino al 10 ottobre con circa 140 espositori, 40 tra convegni e workshop e oltre 8mila operatori attesi. Intervenendo agli Stati generali delle costruzioni stradali, l’amministratore delegato della società Claudio Andrea Gemme ha ricordato la dimensione della sfida. “Sulla rete gestita da ANAS, con oltre 33mila chilometri di strade, 19.321 ponti e 2.174 gallerie, innovare significa rendere la manutenzione sempre più preventiva, digitale e misurabile e mettere la sicurezza al centro di ogni scelta progettuale e gestionale”, ha dichiarato.
La scommessa dell’asfalto green
Uno degli assi principali della ricerca di ANAS riguarda i conglomerati bituminosi a ridotto impatto ambientale. Il recupero del fresato, cioè il materiale rimosso dalle vecchie pavimentazioni, permette di applicare l’economia circolare alle infrastrutture, e la sperimentazione si estende ad additivi di origine vegetale e ad altri materiali di recupero, come le sabbie derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani. Sulla statale 131 Carlo Felice, in Sardegna, è in corso la sperimentazione su strada di un conglomerato bituminoso a ridotto impatto ambientale del cosiddetto “asfalto green”. “L’obiettivo è aumentare progressivamente la quota di materiali riciclati. La sfida è trasformare la manutenzione da semplice conservazione a opportunità di recupero e valorizzazione delle risorse: un modello che unisce economia circolare, innovazione, sicurezza e infrastrutture più sostenibili”, ha spiegato Gemme.
Un potenziale ancora da sfruttare
Secondo i dati presentati da SITEB lo scorso anno, in Italia una strada su tre è ormai realizzata con asfalto riciclato e il tasso di recupero del fresato ha raggiunto il 60%, terzo in Europa dopo Belgio e Germania. Nel 2024 il riuso ha permesso di risparmiare circa 10 milioni di tonnellate di inerti e 420mila tonnellate di bitume vergine, per un valore di circa 440 milioni di euro. Restano però inutilizzati circa 7 milioni di tonnellate di fresato l’anno, finiti nei sottofondi o in discarica, soprattutto perché gli impianti di produzione hanno in media più di vent’anni e non riescono a impiegare quote elevate di materiale riciclato. Ammodernarli, stima l’associazione, consentirebbe di arrivare a risparmi annui superiori a 750 milioni. Il tema si intreccia con gli investimenti di ANAS che nel piano decennale 2026-2035 prevede 43,2 miliardi di euro, di cui 15,6 destinati alla manutenzione programmata.

Dalla filiera alla storia della rete
Per Gemme il valore della manifestazione sta proprio nel confronto tra i diversi attori. “Asphaltica ha un valore strategico perché mette in relazione istituzioni, gestori della rete, imprese, ricerca e tecnologia e aiuta a trasformare esperienze e competenze in soluzioni concrete per le infrastrutture. La collaborazione tra gli attori della filiera è essenziale per affrontare le sfide della sicurezza e della transizione digitale e ambientale”, ha aggiunto. ANASpartecipa insieme a PIARC, l’Associazione mondiale della strada, e prende parte alle Agorà SITEB dedicate a manutenzione, sicurezza, digitalizzazione e sostenibilità, mentre il Cantiere sostenibile mostra dal vivo tecnologie per ridurre l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita delle opere. A completare la presenza della società c’è una mostra di 11 mezzi d’epoca, in un anno che coincide con gli ottant’anni dalla nascita di ANAS nel 1946.
