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7 Ottobre 2026

Casa, Invimit: “Abitare vera crisi, affitti al 30% reddito familiare”

Casa, Invimit: “Abitare vera crisi, affitti al 30% reddito familiare” – Roma, 7 ottobre 2026 – (PPN ADI) – C’è “una vera e propria crisi” dell’abitare. Servono case di edilizia residenziale sociale con costi di locazione non superiori al 30% del reddito familiare mensile netto. A dirlo è il presidente di Invimit sgr, Mario Valducci, durante il suo intervento alla presentazione del rapporto Nomisma sul patrimonio immobiliare sottoutilizzato e partenariato pubblico-privato.

”Sull’abitare il Governo ha avuto il coraggio di promuovere un provvedimento legislativo che offre delle soluzioni a questo tema molto avvertito. Ormai non si tratta più di un’emergenza, ma di una vera e propria crisi; dovuta non a fattori demografici, come è stato nel Dopoguerra, bensì al fatto che oggi assistiamo a grandi masse di persone che si spostano prevalentemente verso alcune città per turismo, studi universitari e lavoro”, osserva il presidente.

Il piano casa, spiega Valducci, “ha cercato di mettere ordine, stabilendo tre pilastri di intervento: il primo è quello dell’edilizia residenziale pubblica, che è per l’ISEE sotto i 20.000 euro circa e che chiaramente ha bisogno della contribuzione pubblica”.

Il secondo pilastro è quello che “vede coinvolta la nostra società, Invimit, come soggetto attuatore. È complesso, inutile negarlo, perché richiede un apporto di soldi che deve essere fatto con il contributo volontario delle regioni. Si tratta di risorse europee per l’housing che, se già non impegnate, le regioni possono mettere a disposizione del Fondo housing coesione gestito da Invimit, altrimenti andrebbero persi. Il dipartimento coesione di palazzo Chigi ha già messo a disposizione nel fondo 100 milioni di euro. Ci sono altri 400 milioni circa che arrivano da finanza europea legata al Pon metro”.

“Noi speriamo anche che ci sia l’apporto di denaro privato, a partire da soggetti come le casse di previdenza, ma anche privato in senso generale, perché il partenariato pubblico-privato lo intendiamo in maniera necessaria e fondamentale, più ampio ovviamente rispetto al mero strumento giuridico”, dichiara il presidente. E poi “ci deve essere l’apporto degli immobili, che possono essere pubblici o privati. Gli immobili pubblici arrivano prevalentemente dagli enti territoriali e sono fondamentali per costruire la pipeline su cui si basa questo pilastro, che ha come obiettivo quello di realizzare soprattutto abitazioni di edilizia residenziale sociale, che vuol dire avere un costo di locazione massimo di circa il 30% del reddito familiare mensile netto” conclude.

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