Liguria, da novembre l’addizionale per la security sulle merci anche a Savona e Vado, il PRP del Ponente presentato agli operatori
Liguria, da novembre l’addizionale per la security sulle merci anche a Savona e Vado, il PRP del Ponente presentato agli operatori – Genova, 8 ottobre 2026 – (PPN ADI) Dal 1° novembre 2026 anche le merci imbarcate e sbarcate nei porti di Savona e Vado Ligure saranno soggette all’addizionale alla tassa portuale destinata alla sicurezza, finora applicata solo a Genova e Prà. Lo ha deciso il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale guidato da Matteo Paroli, che ha anche aggiornato l’importo, come riporta ShippingItaly, il quotidiano online del trasporto marittimo. L’ente spiega che il provvedimento “risponde alla necessità di assicurare livelli di protezione adeguati alle crescenti esigenze di tutela delle aree e delle infrastrutture portuali, attraverso il rafforzamento della vigilanza, dei presidi ai varchi e dei sistemi tecnologici di controllo”, con costi cresciuti per l’estensione delle aree, le nuove prescrizioni e l’aumento della spesa per il personale, e che il riordino “armonizza quindi le modalità di contribuzione nei quattro scali, superando meccanismi sviluppati separatamente negli ambiti di Genova e Savona”. Il prossimo anno sarà valutato anche il fabbisogno per la cybersicurezza delle infrastrutture digitali. Nella stessa seduta sono stati approvati un contributo di 111.500 euro alla Compagnia portuale “Pippo Rebagliati” di Savona, previsto dall’articolo 17, comma 15-bis, della legge 84/1994, per i costi del secondo trimestre 2026 legati alla ricollocazione di dieci lavoratori parzialmente inidonei, i lavori di Silomar su varchi e spazi del terminal e gli adeguamenti antincendio e di illuminazione del terminal Bettolo. Slitta invece a fine mese la decisione sul rinnovo della concessione del Genoa Port Terminal di Spinelli e Hapag Lloyd.
A Savona, intanto, Paroli ha illustrato le ipotesi del nuovo Piano regolatore portuale insieme al segretario generale Tito Vespasiani, al capo di gabinetto Silvio Fremura e ai tecnici che lo stanno redigendo, davanti a terminalisti, Unione Industriali della Provincia di Savona, Unione Utenti del Porto di Savona, Isomar e Camera di Commercio. Il piano prevede “una componente di sviluppo significativa”, ma con l’obiettivo di “attrarre e gestire traffici senza creare sovracapacità”, puntando su sostenibilità tecnica ed economica, migliore uso delle infrastrutture esistenti e rispetto della città. Per Savona sono previsti il tunnel subportuale per collegare direttamente il porto all’autostrada e togliere i camion dalle strade urbane, interventi sulla ferrovia per consentire treni merci da 750 metri e il potenziamento di accosti e piazzali. A Vado l’obiettivo è integrare meglio banchine, piazzali, binari e accessi via mare restando flessibili rispetto ai traffici futuri, con misure per spostare le merci su ferro e il cold ironing. Gli studi in corso riguardano gli aspetti idraulici e idrodinamici, la capacità delle reti stradale e ferroviaria e il quadro ambientale per la futura Valutazione ambientale strategica (VAS), mentre sul fronte urbano il piano si collega al Masterplan del fronte mare e al percorso costiero verso Albissola Marina. Dopo il confronto con la Capitaneria di porto su sicurezza della navigazione e accessibilità, Paroli ha precisato che il documento “non è un lavoro cristallizzato” e resta aperto a soluzioni “concretamente praticabili” proposte dagli operatori, secondo una linea “di sobrietà e realismo”.