Tecnologie subacquee, WSense dalla ricerca della Sapienza a Fincantieri, un caso di trasferimento tecnologico
Tecnologie subacquee, WSense dalla ricerca della Sapienza a Fincantieri, un caso di trasferimento tecnologico – Roma, 8 ottobre 2026 – (PPN ADI) Dalla ricerca della Sapienza Università di Roma alla crescita internazionale, fino all’ingresso in uno dei principali gruppi industriali europei. È il percorso di WSense, spin-off universitario diventato scale-up deep tech, presentato come caso concreto di trasferimento tecnologico nel corso di un incontro nella sede romana della società con l’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, l’amministratore delegato di CDP Venture Capital, Emanuele Levi, e gli investitori internazionali che hanno sostenuto l’azienda. Nata dalla ricerca accademica sulle comunicazioni subacquee, WSense ha sviluppato tecnologie proprietarie per il monitoraggio e la comunicazione underwater e per l’Internet of Underwater Things, portando la trasmissione di dati in ambienti subacquei complessi verso applicazioni industriali e mercati internazionali. Un percorso sostenuto, oltre che dalla qualità della ricerca e dalle capacità imprenditoriali del team, da investitori italiani e internazionali e da CDP Venture Capital, che ha contribuito ad accompagnare la società nel passaggio dalla ricerca alla dimensione industriale. Con l’ingresso di Fincantieri come azionista di maggioranza, annunciato a luglio, WSense mantiene autonomia, identità e continuità manageriale e mette le proprie tecnologie al servizio della strategia underwater del gruppo.
“Sei anni fa parlavamo del potenziale dell’università e della possibilità di trasformare la ricerca in innovazione e impresa. Oggi la storia di WSense dimostra concretamente che questo può accadere: quando l’ecosistema universitario viene correttamente stimolato e sostenuto, la ricerca può trasformarsi in un’impresa capace di crescere e competere a livello internazionale. Per questo credo che la storia di WSense vada raccontata ai nostri giovani ricercatori e dottorandi: perché dimostra che tra università e industria può esistere una traiettoria concreta e che, quando si costruisce una visione comune, si liberano energia, creatività e nuove opportunità per il sistema e per il Paese”, ha sottolineato Polimeni.