Meccatronica a Bergamo, una filiera di oltre 12mila fornitori al centro della nuova ZIS
Meccatronica a Bergamo, una filiera di oltre 12mila fornitori al centro della nuova ZIS – Bergamo, 8 ottobre 2026 – (PPN ADI) Non un singolo settore ma un sistema industriale che attraversa gran parte dell’economia bergamasca e che può aprire nuove occasioni anche alle piccole e medie imprese. È il ritratto della meccatronica emerso oggi al Kilometro Rosso, durante la presentazione della prima Zona di Innovazione e Sviluppo lombarda riconosciuta da Regione Lombardia al progetto B.R.I.D.G.E.
I numeri della filiera sono stati illustrati dal presidente della Camera di Commercio di Bergamo Giovanni Zambonelli, secondo il quale “la meccatronica rappresenta uno degli elementi distintivi del sistema produttivo bergamasco e, soprattutto, non va letta come un comparto circoscritto, ma come un ecosistema industriale molto ampio e trasversale. Considerando l’intera value chain, 12.183 imprese sono i fornitori dalla materia prima fino a realtà specializzate in lavorazioni meccaniche, componentistica e sottosistemi a cui si aggiungono ulteriori 382 imprese rappresentative dei produttori di macchine, impianti e beni strumentali. In aggiunta, 2099 imprese si occupano di manutenzione e riparazione di macchinari e di commercio all’ingrosso e installazione. Questi numeri evidenziano l’importanza della filiera all’interno dei diversi settori economici che caratterizzano la nostra economia. Il superamento della prima Fase del percorso ZIS ci stimola quindi a proseguire nel lavoro di squadra per mettere in rete in un ecosistema dell’innovazione imprese di dimensioni differenti, centri di ricerca e innovazione, università, sistema della formazione e istituzioni che hanno sviluppato nel tempo competenze riconosciute anche a livello internazionale”.
Per il presidente di Confindustria Bergamo Matteo Zanetti “il riconoscimento della ZIS rappresenta un risultato importante per Bergamo e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova fase. Abbiamo sostenuto fin dall’inizio questo progetto perché parte da una convinzione precisa: un territorio industriale come il nostro deve essere capace non soltanto di produrre innovazione, ma di organizzare e mettere in connessione competenze, ricerca, infrastrutture e imprese, rendendole accessibili a un sistema sempre più ampio. Il riconoscimento ottenuto premia un lavoro corale e conferma la capacità di Bergamo di costruire progettualità condivise attorno alle proprie vocazioni industriali. Ora la sfida è trasformare questo riconoscimento in opportunità concrete per le imprese. La ZIS deve aiutarci a ridurre ulteriormente la distanza tra ricerca e applicazione industriale, facilitare l’accesso alle tecnologie più avanzate, favorire nuovi progetti collaborativi e accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese nei processi di innovazione. Allo stesso tempo può rafforzare il posizionamento di Bergamo come territorio capace di attrarre investimenti, competenze, giovani talenti e nuove iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico”.
Il rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Sergio Cavalieri ha osservato che “ridurre la distanza tra ricerca e applicazione industriale significa creare condizioni concrete perché conoscenze, competenze e tecnologie possano tradursi più rapidamente in innovazione per le imprese. È questa una delle sfide principali della fase che ora si apre e nella quale l’Università degli studi di Bergamo è chiamata a fare la propria parte, attraverso le proprie competenze scientifiche e infrastrutture di ricerca. La ZIS può diventare un laboratorio diffuso capace di far incontrare il mondo della ricerca con le esigenze del sistema produttivo e di trasformare questa connessione in nuove opportunità di sviluppo, attrazione di talenti e investimenti per il territorio, rafforzando la capacità di Bergamo di confrontarsi con le sfide della manifattura del futuro”.
Il presidente di Imprese & Territorio Antonio Terzi ha infine ricordato il coinvolgimento delle aziende più piccole: “È un ecosistema, inoltre, che non riguarda soltanto le grandi realtà industriali perché la meccatronica interessa un comparto manifatturiero nel quale operano molte imprese appartenenti alle diverse componenti del tessuto economico bergamasco. È quindi una specializzazione che attraversa buona parte del sistema produttivo e che può generare opportunità anche per le PMI”.