AIS al SAIE di Bologna, dopo il PNRR la sostenibilità come chiave per attrarre nuovi investimenti
AIS al SAIE di Bologna, dopo il PNRR la sostenibilità come chiave per attrarre nuovi investimenti – Bologna, 9 ottobre 2026 – (PPN ADI) Con la fine del PNRR le infrastrutture dovranno trovare nuove fonti di finanziamento e la sostenibilità misurabile delle opere può diventare il biglietto da visita per convincere gli investitori. È il messaggio lanciato da AIS, l’Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili, al SAIE di Bologna 2026. L’associazione, che con i suoi 150 soci rappresenta più del 3% del PIL nazionale, ha animato due giornate nelle aree SAIE Lab Live dedicate a Infrastrutture e Territori e ad AI, BIM & Digital con tre tavoli di confronto molto seguiti dagli operatori, che hanno coinvolto soci, enti e università su sostenibilità, PNRR, transizione digitale e resilienza climatica.
AIS ha proposto una lettura integrata della sostenibilità che tiene insieme innovazione tecnologica, misurazione dei dati e adattamento al clima. Secondo l’associazione applicare i criteri di sostenibilità alla progettazione, alla costruzione e alla gestione delle opere italiane rappresenta un’occasione straordinaria di innovazione per l’ingegneria, paragonabile a quella che mezzo secolo fa diede vita alle grandi reti infrastrutturali moderne. Per questo AIS intende fornire a stazioni appaltanti, enti locali, imprese e professionisti strumenti operativi, linee guida e modelli di analisi avanzati.
Il presidente di AIS Lorenzo Orsenigo ha spiegato che “la partecipazione della community di AIS al SAIE mira a valorizzare l’integrazione tra pianificazione territoriale, innovazione tecnologica e responsabilità ambientale, sociale ed economica, fornendo alla filiera strumenti concreti di analisi, misurazione e progettazione”. Orsenigo ha poi aggiunto: “Abbiamo avuto una stagione felice con il PNRR che in pochi anni ha messo a disposizione 200 miliardi di euro e oggi, che questo programma va a concludersi, c’è necessità di intercettare nuove risorse per realizzare le opere e dare un nuovo slancio al settore. Ed è qui che il tema della sostenibilità diventa determinante: ad esempio gli operatori finanziari vedono nei green bond, negli investimenti sostenibili, vantaggi superiori rispetto a quelli offerti dalla finanza tradizionale. E quindi realizzare opere che abbiano caratteristiche misurabili di sostenibilità è un elemento di garanzia di minor rischio e di priorità di investimento. Per individuare parametri e criteri finalizzati a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture in Italia e renderle più attraenti agli investitori internazionali, AIS ha anche avviato, ad inizio anno, uno specifico gruppo di lavoro dedicato a ‘Infrastrutture e finanza sostenibili'”.
Sulla necessità di programmare a lungo termine e di dotarsi di una nuova governance contro la crisi climatica è intervenuto Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS), secondo il quale “l’Italia ha sempre mostrato difficoltà a guardare al futuro concentrando le decisioni sul presente, con una conseguente mancanza di programmazione integrata delle infrastrutture”. Per uscire dalla logica dell’emergenza, Giovannini ha indicato che “è necessaria una governance multilivello, in cui venga ripensato il ciclo della spesa pubblica nella logica del cambiamento climatico, affinché la resilienza infrastrutturale diventi il comune denominatore di tutti gli interventi pubblici e privati”. Ha infine concluso: “Un obiettivo che va raggiunto diffondendo la cultura della sostenibilità a più livelli, pubblico e privato con un ruolo di AIS sempre più centrale”.
La consigliera di AIS Gabriella Chiellino ha richiamato il tema dei partenariati: “In questa fase di cambiamento epocale le infrastrutture rischiano di stare ferme invece di trovare un linguaggio comune tra investimenti finanziari e la durabilità delle opere sul territorio oltre il cambiamento climatico. Di fronte alla dimensione della finanza pubblica (PNRR) puntiamo a lavorare su partenariati pubblici privati per avviare una nuova fase del sistema infrastrutturale”.