Raffinerie, le imprese aprono a Urso e Pichetto Fratin su nuovi aumenti di produzione impianto per impianto
Raffinerie, le imprese aprono a Urso e Pichetto Fratin su nuovi aumenti di produzione impianto per impianto – Roma, 9 ottobre 2026 – (PPN ADI) Le raffinerie italiane sono pronte a verificare se e quanto possano aumentare ancora la produzione, valutando la situazione di ogni singolo impianto alla luce delle sue caratteristiche operative e delle regole ambientali e normative in vigore. È la risposta arrivata dai rappresentanti del settore al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ne avevano fatto richiesta durante il tavolo convocato al MIMIT.
L’UNEM, l’Unione Energie per la Mobilità che rappresenta le principali aziende del comparto, ha spiegato che a facilitare una produzione maggiore potrebbero contribuire anche eventuali cambiamenti a livello europeo delle specifiche tecniche dei prodotti, a patto che siano sostenibili sul piano tecnico e ambientale.
La capacità di raffinazione degli impianti italiani è oggi di circa 83,3 milioni di tonnellate l’anno. Secondo le stime dell’UNEM, nel 2026 è stata utilizzata in media all’80%, con una punta dell’86% ad agosto. L’Italia è così tra i Paesi europei in grado di coprire con la propria raffinazione la domanda interna di benzina e gasolio, mentre sul carburante per aerei resta un deficit rilevante, nonostante la produzione di jet fuel sia salita quest’anno di circa il 30%. In questo scenario l’industria nazionale potrebbe dare un contributo alla sicurezza degli approvvigionamenti sia dell’Italia sia dell’Europa.