RarEarth vince l’IMSA 2026 che premia le giovani imprese nate dalla ricerca per i risultati raggiunti sul mercato
RarEarth vince l’IMSA 2026 che premia le giovani imprese nate dalla ricerca per i risultati raggiunti sul mercato – Torino, 12 ottobre 2026 – (PPN ADI) – Si è conclusa venerdì 9 ottobre con la vittoria di RarEarth, startup innovativa deep tech lombarda, la ventesima edizione di IMSA, la competizione nazionale che premia le giovani imprese nate dalla ricerca scientifica per i risultati raggiunti sul mercato. Trasformare i magneti contenuti nei rifiuti elettronici in nuove risorse strategiche per l’industria europea, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e la dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche: è questa la sfida della startup RarEarth, vincitrice del 20° Italian Master Startup Award (IMSA), promosso dalla rete PNICube, e organizzato in collaborazione con I3P – L’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino. Per la prima volta, accanto al premio assoluto, sono stati assegnati tre premi speciali in denaro, uno per ciascuna categoria d’innovazione: Small Pixels per l’ICT, FieldRobotics per l’Industrial e Lemons in the Room per le Life Sciences-MEDTech. IMSA ha l’obiettivo di far emergere e valorizzare le imprese nate dalla ricerca che hanno già dimostrato la propria capacità di generare impatto economico e sociale, creando nuove opportunità di investimento e favorendo l’incontro tra innovazione, investitori, industria e mercato. È l’unica competizione nazionale che premia le performance di mercato delle giovani imprese ad alto contenuto di conoscenza provenienti dal sistema della ricerca scientifica delle università e degli enti pubblici di ricerca del network PNICube, ad almeno due anni dalla costituzione.
“IMSA conferma che la ricerca italiana è capace di generare startup deep tech di alta qualità. La missione di PNICube è accompagnarle oltre la fase di avvio, creando le condizioni perché possano crescere, attrarre investimenti e competere sui mercati internazionali generando impatto per la società” ha affermato Paola Paniccia, Presidente PNICube e Delegata allo Sviluppo di Imprese, Start-up e Spin-off per l’Università di Roma Tor Vergata. “Le soluzioni all’avanguardia presentate durante l’Italian Master Startup Award 2026 dimostrano ancora una volta il valore concreto del trasferimento tecnologico”, ha commentato Giuseppe Scellato, Presidente di I3P. “Siamo particolarmente orgogliosi per il premio conferito a RarEarth, startup innovativa supportata dall’Incubatore del Politecnico di Torino: nel percorso di crescita seguito in questi anni, il progetto di RarEarth si è già distinto in molte occasioni per impatto, sostenibilità e potenziale economico, e la conquista del Premio IMSA 2026 costituisce una nuova conferma di rilievo”. Le startup premiate sono state selezionate tra le 19 finaliste in gara. Il premio assoluto prevede un riconoscimento in denaro di 10.000 euro, cofinanziato da PNICube e I3P. Le imprese possono inoltre beneficiare di opportunità di sviluppo e visibilità grazie alle collaborazioni con Invitalia, OSIF – Osservatorio Scientifico Imprese Femminili dell’Università di Roma Tor Vergata, Fondazione Marisa Bellisario, Business France, Institut français, GammaDonna e Social Innovation Monitor. “Le startup innovative non hanno bisogno soltanto di capitali” ha commentato Riccardo Di Stefano, Vice Presidente per l’Education e l’Open Innovation di Confindustria. “Hanno bisogno di imprese con cui sviluppare e validare le proprie soluzioni, di filiere in cui crescere e di mercati da raggiungere. La sfida è costruire un ecosistema stabile tra ricerca e industria, perché sempre più tecnologie nate nelle università possano trasformarsi in nuove imprese, occupazione qualificata e capacità produttiva per il Paese”.
Fondata nel 2023 e proveniente da Start Cup Lombardia, Categoria Cleantech & Energy, RarEarth ha sviluppato una tecnologia proprietaria per il riciclo diretto dei magneti permanenti in Neodimio-Ferro-Boro (NdFeB), fondamentali per numerose applicazioni industriali, dalla mobilità elettrica alle energie rinnovabili, dalla robotica all’elettronica. Il processo magnet-to-magnet recupera i magneti da motori e apparecchiature a fine vita, ne rigenera le leghe attraverso trattamenti meccanico-chimici e le trasforma in nuovi magneti con prestazioni identiche a quelli realizzati con materie prime vergine, rendendo il magnete riciclato indistinguibile. La tecnologia risponde a una sfida strategica per l’Europa: ridurre la dipendenza dalle importazioni di terre rare e rafforzare una filiera più circolare e resiliente. Con circa 10 milioni di euro di finanziamenti raccolti e il sostegno dell’European Innovation Council (EIC) Accelerator, RarEarth sta passando dalla fase pilota alla realizzazione del primo impianto industriale, in linea con gli obiettivi del Critical Raw Materials Act. Nel giugno 2026 è stata selezionata dall’EIC Accelerator come unica startup italiana tra le 38 imprese europee selezionate nel round, ottenendo un grant di 2,5 milioni di euro e la possibilità di negoziare un investimento in equity fino a 6 milioni di euro. “Il premio IMSA è per noi un’importante opportunità per rafforzare le collaborazioni con industrie, operatori della gestione dei rifiuti, centri di ricerca e istituzioni, indispensabili per portare le tecnologie che stiamo sviluppando verso applicazioni concrete», commenta Lorenzo Ghettini, Business Developer di RarEarth. “In un Paese come l’Italia, che non dispone di risorse significative di terre rare, i rifiuti rappresentano una vera e propria miniera da valorizzare. Vogliamo contribuire all’autonomia di approvvigionamento dell’Italia e dell’Europa, trasformando materiali oggi considerati scarti in risorse strategiche per la competitività e lo sviluppo industriale”.
Tre premi speciali in denaro sono stati assegnati per le categorie d’innovazione ICT, Industrial e Life Sciences-MEDTech ad altrettante startup: Small Pixels, FieldRobotics e Lemons in the Room. Small Pixels, proveniente da Start Cup Toscana, sviluppa software di intelligenza artificiale per migliorare ed elaborare video in tempo reale. La sua tecnologia proprietaria, SPAIQ, utilizza tecniche avanzate di visione artificiale per aumentare la qualità delle immagini, ottimizzare la trasmissione e recuperare contenuti video degradati, operando anche con risorse computazionali limitate. Le soluzioni si integrano nelle infrastrutture esistenti e sono rivolte a emittenti televisive, aziende media, operatori di videosorveglianza e partner tecnologici, con l’obiettivo di rendere la gestione dei video più efficiente e sostenibile. FieldRobotics, spin-off dell’Università di Bologna proveniente da AlmaCube, sviluppa sistemi robotici autonomi per l’agricoltura di precisione, con particolare attenzione alla frutticoltura e alla viticoltura. Il suo prodotto di punta è HammerHead, un rover cingolato completamente elettrico, autonomo o controllabile da remoto, con capacità di carico di una tonnellata e architettura modulare compatibile con attrezzature agricole standard. Il sistema permette di automatizzare diverse lavorazioni, tra cui trinciatura, gestione del terreno, trattamenti e potatura. La tecnologia è protetta da quattro brevetti. Dopo il riconoscimento all’euRobotics Tech Transfer Award 2025 e le installazioni in otto aziende agricole italiane, la startup punta a consolidare la capacità produttiva e ad ampliare la propria presenza sui mercati internazionali. Infine, Lemons in the Room, anch’essa proveniente da Start Cup Toscana, sviluppa soluzioni di realtà virtuale immersiva da utilizzare durante procedure e trattamenti ospedalieri per ridurre stress, ansia e dolore percepito. La tecnologia, validata scientificamente, contribuisce a migliorare l’esperienza dei pazienti e supporta il personale sanitario nella gestione delle cure. La startup è già attiva in oltre 20 ospedali italiani e collabora con clinici e centri di ricerca per valutare l’impatto della soluzione nella pratica clinica.