Architetti, all’Aquila al via la Conferenza degli Ordini con Biondi, Panci e Carosi sulla ricostruzione
Architetti, all’Aquila al via la Conferenza degli Ordini con Biondi, Panci e Carosi sulla ricostruzione – L’Aquila, 15 ottobre 2026 – (PPN ADI) La ricostruzione dell’Aquila come laboratorio studiato anche dal Giappone, la necessità di non limitarsi agli edifici ma di ricostruire anche il tessuto sociale e l’idea di una città policentrica. Sono i temi emersi questa mattina all’apertura della Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, cominciata nella Sala Ipogea del Consiglio regionale d’Abruzzo. Le due giornate, promosse dal CNAPPC il 15 e 16 ottobre nella Capitale italiana della Cultura 2026, riuniscono rappresentanti degli Ordini, delle istituzioni nazionali e locali e del mondo della cultura e della tutela del patrimonio.
Il sindaco Pierluigi Biondi ha ricordato il ruolo degli architetti, che non sono stati solo “in prima fila nell’organizzazione della ricostruzione fisica, ma anche nel ripensamento della città”, e ha citato i 150 posti letto per studenti ricavati da abitazioni post-sisma ricostruite. “Non siamo stati noi ad andare a lezione dai giapponesi, ma sono stati loro a venire qui per conoscere da vicino il nostro modello di ricostruzione”, ha detto, ricordando la delegazione nipponica accolta due giorni fa.
Per il presidente del CNAPPC Alessandro Panci “la ricostruzione non è solo fisica o edilizia: al fianco del ripristino degli immobili, vi è un tessuto economico e sociale che va sostenuto e portato avanti di pari passo”. Panci ha osservato di trovare “la città migliorata anno dopo anno”, con il progressivo ritorno dei residenti nel centro storico.
Il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia dell’Aquila Luca Carosi ha rilanciato “la necessità di passare da una concezione urbanocentrica a una concezione policentrica della città” e una pianificazione basata sui progetti, ricordando i 29 quartieri per 23.000 abitanti costruiti dallo Stato in sei mesi dopo il sisma. “L’Aquila, ad oggi, rappresenta un modello di ricostruzione nazionale e internazionale a cui fare riferimento”, ha concluso.