Casa accessibile, Legacoop a Bologna mette a confronto il Plan Vive di Madrid e i progetti delle cooperative italiane
Casa accessibile, Legacoop a Bologna mette a confronto il Plan Vive di Madrid e i progetti delle cooperative italiane – Bologna, 15 ottobre 2026 – (PPN ADI) Sedicimilacinquecento alloggi in affitto a prezzi sostenibili in 27 comuni, costruiti da privati su terreni pubblici dati in concessione. È il Plan Vive della Comunità di Madrid, presentato a Bologna dalla direttrice generale dell’Edilizia abitativa e della Riqualificazione della regione spagnola María José Piccio Marchetti-Prado all’incontro La filiera produttiva dell’abitare in uno scenario europeo, promosso da Legacoop Abitanti con Legacoop Emilia-Romagna e Legacoop Produzione e Servizi per discutere di costi crescenti, rigenerazione del patrimonio esistente e nuovi metodi costruttivi come prefabbricazione e off-site.
Nel modello madrileno l’amministrazione mette a disposizione le aree e fissa le regole, mentre gli investitori finanziano, realizzano e gestiscono le case, con un affitto annuo che non può superare il 35% del reddito netto della famiglia e il ricorso alla costruzione industrializzata per ridurre tempi e costi. Un esempio che pone anche all’Italia la questione di come mettere insieme terreni, capitali e capacità costruttiva. Tra i progetti italiani discussi c’è Modena Moderna, che con circa 30 milioni realizza 140 alloggi, metà a canone concordato e metà in vendita convenzionata: i fondi del Piano Periferie e della Regione coprono circa il 13% della spesa, mentre i restanti 26 milioni circa sono a carico di Abitcoop, con risorse proprie e credito a lungo termine. A Bologna Abitcoop, CMB e Ansaloni lavorano invece al recupero dell’ex Caserma Perotti, circa 58mila metri quadrati per un investimento previsto di circa 80 milioni, nell’ambito del concorso internazionale Reinventing Cities.
Al confronto hanno partecipato anche Christian Krainer di GBV Austria, il presidente di Housing Europe Marco Corradi, Björn Mallants del Comitato per gli Affari Sociali di Housing Europe, il CEO di Edera Thomas Miorin ed Ezio Micelli dell’Università IUAV e dell’Housing Advisory Board. Per la presidente di Legacoop Abitanti Rossana Zaccaria “per aumentare l’offerta di case a costi calmierati sono necessarie diverse leve, una di queste è l’innovazione della filiera delle costruzioni”, e “serve una nuova industria europea che consenta una dimensione produttiva in grado di ridurre i costi”.
La direttrice di Legacoop Emilia-Romagna Barbara Lepri e il coordinatore regionale di Legacoop Produzione e Servizi Massimiliano Manuzzi hanno chiesto “politiche pubbliche che consentano di programmare gli investimenti e sostenere affitti compatibili con i vari redditi della cittadinanza”, sottolineando che “la filiera cooperativa mette a disposizione patrimonio, competenze di costruzione e capacità di gestione”. La vicesindaca di Bologna con delega alla casa Emily Clancy ha ricordato il Piano per l’Abitare da 200 milioni varato dal Comune, osservando che “la questione della casa non colpisce più solo le fasce di povertà estrema, ma travolge il ceto medio, i giovani lavoratori e lavoratrici così come studentesse e studenti” e che “il pubblico non può farcela da solo”.