Saipem mostra a Trieste il drone sottomarino FlatFish per controllare le infrastrutture della CO₂
Saipem mostra a Trieste il drone sottomarino FlatFish per controllare le infrastrutture della CO₂ – Trieste, 15 ottobre 2026 – (PPN ADI) Un drone subacqueo autonomo calato in mare per mostrare come si possono individuare eventuali perdite di CO₂ dai gasdotti e dai siti di stoccaggio sotto il fondale. È la dimostrazione che Saipem ha organizzato nella sua base di Trieste per oltre 70 tra partner industriali, centri di ricerca, istituzioni e stakeholder europei, riuniti per l’evento Accelerating CCUS Deployment by Connecting Policy, Industry, and Innovation in occasione dell’incontro annuale del progetto COREU.
Protagonista è stato FlatFish, il veicolo sottomarino autonomo di proprietà di Saipem pensato per ispezionare e monitorare le infrastrutture offshore raccogliendo dati direttamente sul fondo del mare. Grazie alla sua versatilità può trasportare sensori in grado di rilevare fughe di CO₂ e supportare il controllo dei depositi e delle reti di trasporto sottomarine. I partecipanti hanno assistito alla messa in acqua del mezzo e a una prova delle sue capacità, oltre alla presentazione della piattaforma robotica Hydrone e di altre soluzioni dell’azienda per ispezione, sorveglianza e intervento rapido in caso di emergenza.
COREU, finanziato da Horizon Europe e coordinato da SINTEF Energy Research, riunisce più di 40 partner industriali e scientifici per accelerare la realizzazione di infrastrutture sicure, affidabili e scalabili per catturare, trasportare e stoccare la CO₂. All’interno del progetto Saipem sviluppa e sperimenta tecnologie per monitorare i siti di stoccaggio, individuare perdite sottomarine e controllare la microsismicità offshore, utilizzando Hydrone, di cui FlatFish fa parte, e Seanapsys, il sistema subacqueo per acquisire ed elaborare dati e trasmetterli da punto a punto. Con queste attività l’azienda punta a contribuire alla decarbonizzazione dell’industria europea.