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15 Ottobre 2026

Genova, firmato al MIT il contratto da 803 milioni per la parte centrale del tunnel subportuale

Genova, firmato al MIT il contratto da 803 milioni per la parte centrale del tunnel subportuale – Roma, 15 ottobre 2026 – (PPN ADI) Una fresa TBM di circa 16 metri di diametro, tra le più grandi mai impiegate in Italia, scaverà sotto il porto e la città di Genova il tratto più complesso del tunnel subportuale, con oltre 700 posti di lavoro previsti tra diretti e di terzi. Autostrade per l’Italia e Webuild hanno firmato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il contratto da 803 milioni di euro per il Lotto B dell’opera, aggiudicato a luglio. Alla firma erano presenti il viceministro Edoardo Rixi, il subcommissario per la Ricostruzione di Genova Carlo De Simone e gli amministratori delegati di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana, e di Webuild, Pietro Salini.

Progettato da Tecne, la società di ingegneria del Gruppo ASPI, il tunnel collegherà ponente e levante con un tracciato di circa 4,2 chilometri, più di 3 dei quali in due gallerie distinte, una per senso di marcia. L’intervento punta anche a ricucire e riqualificare l’area urbana, restituendo alla città 6 ettari di verde con il nuovo parco della Lanterna. Il Lotto B prosegue i lavori avviati nel 2024 da Amplia, l’impresa di costruzioni del Gruppo, che nel Lotto A ha completato demolizioni e preparazione dell’area, una galleria ferroviaria di 410 metri, la nuova viabilità portuale e lo scolmatore del Fosso San Bartolomeo.

“Genova ha bisogno di opere realizzate, non di promesse: questo è il metodo con cui stiamo lavorando”, ha detto Rixi, parlando di “una visione attesa da anni” che diventa un’infrastruttura in grado di migliorare la mobilità, rendere più competitivo lo scalo e restituire spazi alla città. Per De Simone, mentre “il lotto A si avvia verso il completamento”, la firma “è la dimostrazione che a Genova le grandi opere si possono fare, con metodo, determinazione e attenzione al territorio”. Il subcommissario ha garantito il coordinamento della Struttura commissariale con Autostrade per l’Italia, Webuild, Comune e istituzioni “perché a un’opera che porterà nuova occupazione e restituirà alla città spazi e qualità urbana corrisponda un cantiere sicuro, trasparente e rispettoso della comunità”.

“Il tunnel subportuale”, ha spiegato Giana, “è un’opera in cui si esprime al meglio la sinergia tra le varie competenze del nostro Gruppo”, dalla progettazione di Tecne alla realizzazione di Amplia, che ha chiuso la prima fase nei tempi e nei costi previsti. “Consegnare nei tempi previsti alla città di Genova un’infrastruttura unica nel Paese per complessità e visione paesaggistica è stato e continua ad essere per noi una priorità”, ha aggiunto. Salini ha ricordato che Webuild porta a Genova “il meglio dell’ingegneria italiana per realizzare il primo tunnel sottomarino del Paese, un’opera che rappresenta una sfida ingegneristica di altissimo livello”, dopo aver lavorato in Liguria al Ponte Genova San Giorgio, alla Nuova Diga Foranea e al Terzo Valico dei Giovi con il Nodo di Genova, per rafforzare “il ruolo di Genova quale porta strategica di accesso dell’Europa meridionale”.

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