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16 Ottobre 2026

Invitalia indica cinque leve per trasformare l’intelligenza artificiale in produttività per le imprese

Invitalia indica cinque leve per trasformare l’intelligenza artificiale in produttività per le imprese – Roma, 16 ottobre 2026 – (PPN ADI) Prima di investire nell’intelligenza artificiale, un’azienda dovrebbe capire quali dati, competenze e bisogni ha davvero. Per questo il Centro Studi Invitalia propone un AI Audit, uno strumento di diagnosi da cui far partire ogni percorso di adozione, nel suo terzo Instant Paper, “Intelligenza artificiale e transizione industriale”, dedicato alle sfide e alle opportunità dell’IA per il sistema produttivo italiano. Lo studio parte da una constatazione: tra la disponibilità delle tecnologie e la loro reale capacità di generare valore resta un divario ampio, e per le imprese la partita non si gioca sull’adozione in sé ma sull’integrazione dell’IA nei processi, nell’organizzazione del lavoro e nelle competenze delle persone.

Secondo il Centro Studi, le politiche pubbliche devono accompagnare l’intera trasformazione delle aziende e non limitarsi a finanziare l’acquisto di tecnologie. Le proposte si articolano in cinque direttrici collegate tra loro. La prima riguarda i costi, con incentivi mirati e temporanei estesi anche ai servizi e alle spese ricorrenti, dalle piattaforme cloud alla gestione ed elaborazione dei dati. La seconda punta a ridurre i rischi della sperimentazione, aiutando le imprese a testare e validare le soluzioni e a passare dai progetti pilota all’uso nella produzione. La terza investe su competenze tecniche, operative e manageriali, nella prospettiva dell’Operatore 5.0 e del Management 5.0. La quarta mira ad aprire alle PMI l’accesso al supercalcolo e a servizi specialistici calibrati sulle reali esigenze produttive, mentre la quinta intende rafforzare l’offerta italiana di IA industriale, sostenendo startup deep tech, fornitori tecnologici e system integrator in grado di sviluppare soluzioni su misura per imprese e filiere.

L’obiettivo, si legge nel documento, “non è moltiplicare gli incentivi, ma promuovere una politica industriale capace di accompagnare l’adozione effettiva dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi”.

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