Clima, per ECCO l’Italia frena sulla transizione e rischia fino a 5,7 miliardi per le emissioni in eccesso
Clima, per ECCO l’Italia frena sulla transizione e rischia fino a 5,7 miliardi per le emissioni in eccesso – Roma, 19 ottobre 2026 – (PPN ADI) Nel 2025 le emissioni italiane di gas serra sono risalite di circa 9 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente rispetto al 2024 e per centrare i target europei al 2030 il Paese dovrà tagliarne ancora circa 95 milioni, un quarto del totale, in appena cinque anni. È il quadro tracciato dal Progress Report sul PNIEC, il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, che ECCO, il think tank italiano per il clima, elabora ogni anno per monitorare la transizione nei diversi settori. I più in ritardo sono trasporti e civile.
Per trasporti, edifici, agricoltura, rifiuti e piccola industria, che non rientrano nel mercato europeo del carbonio EU ETS e sono regolati dall’Effort Sharing, gli obiettivi sono vincolanti, ma al ritmo attuale l’Italia rischia di non rispettarli. Secondo le proiezioni ISPRA tra il 2021 e il 2025 si è già accumulato un eccesso di circa 30 milioni di tonnellate, che salirà a 39 entro il 2030, con una possibile spesa tra 3,8 e 5,7 miliardi per acquistare diritti di emissione.
“Il ritardo nella transizione lo paghiamo due volte: in bolletta e nei conti pubblici, fino a 5,7 miliardi per compensare le emissioni in eccesso”, ha avvertito la direttrice Strategia Italia e Europa di ECCO Chiara Di Mambro. “La Legge di bilancio può cambiare rotta, usando la flessibilità concessa da Bruxelles per elettrificare i consumi e iniziando a riequilibrare tasse e oneri che oggi rendono l’elettricità più cara del gas”, ha aggiunto, chiedendo di anticipare il Piano Sociale per il Clima, oltre 9 miliardi che non saranno operativi prima del 2027, perché “sono risorse che servono subito alle famiglie più esposte al caro energia”.
Il rapporto denuncia inoltre la dispersione delle risorse pubbliche, legata a una governance incoerente delle politiche su energia e clima e all’assenza di una strategia di finanziamento chiara. Il PNRR si chiude con il 45% dei fondi per la transizione effettivamente spesi e, stando alle rendicontazioni pubbliche, dei 18,2 miliardi incassati con le aste ETS tra il 2012 e il 2024 solo il 9% è stato destinato a misure per il clima.