TLC, Labriola chiede di farne una priorità nazionale. Dalle big tech ai limiti elettromagnetici le richieste di ASSTEL
TLC, Labriola chiede di farne una priorità nazionale. Dalle big tech ai limiti elettromagnetici le richieste di ASSTEL – Roma, 22 ottobre 2026 – (PPN ADI) Più traffico e più costi, meno ricavi. È la tenaglia in cui si trovano le telecomunicazioni secondo il presidente di ASSTEL Pietro Labriola, che dal Forum nazionale del settore alla LUISS di Roma ha chiesto al governo una scelta di politica industriale. “Il settore delle telecomunicazioni attraversa una fase critica: il traffico dati e i costi crescono, mentre i ricavi diminuiscono, compromettendo la sostenibilità economica della filiera e la sua capacità di investire”, ha spiegato. Labriola ha indicato anche un problema interno, cioè un livello di conflittualità tra gli operatori “che resta elevato e che, pur riflettendo interessi e posizioni differenti, rischia talvolta di rallentare la costruzione di soluzioni condivise”, e per questo ha invitato a un confronto “orientato alla convergenza”.
Le richieste dell’associazione vanno dall’energia a costi competitivi a “una contribuzione equa dei grandi attori digitali agli investimenti nelle reti”, con “regole uguali per servizi uguali”, autorizzazioni più semplici, un progressivo allineamento dei limiti elettromagnetici ai parametri europei, l’assegnazione senza oneri delle frequenze in scadenza e una politica della concorrenza che tenga conto anche di investimenti, qualità delle reti, innovazione e autonomia tecnologica. Per i call center ASSTEL chiede di combattere il dumping contrattuale, qualificare le imprese che partecipano alle gare e accompagnare i lavoratori verso nuove attività. “Ora va fatta una scelta di politica industriale: considerare le telecomunicazioni una priorità strategica nazionale e agire di conseguenza”, ha sottolineato Labriola. “Senza una Filiera TLC forte, sostenibile e messa nelle condizioni di investire, non ci sarà futuro digitale credibile per l’Italia”.