Nucleare: ENEA traccia il bilancio del primo anno del Programma di Ricerca
Nucleare: ENEA traccia il bilancio del primo anno del Programma di Ricerca – Roma, 26 ottobre 2026 – (PPN ADI) – Sistemi e soluzioni innovative per i reattori modulari SMR e AMR e per la macchina a fusione italiana DTT, ma anche attività di medicina nucleare, formazione e nuovo piano nazionale di divulgazione. Sono alcuni dei risultati del primo anno del Programma di Ricerca Nucleare (PRN) 2025-2028, il piano di sostegno alla ricerca e all’innovazione nel settore nucleare finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e attuato da ENEA, con il CNR come co-realizzatore e la collaborazione del Consorzio RFX. I risultati sono stati presentati oggi a Roma nel corso di un evento che ha visto gli interventi, tra gli altri, del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, dei Presidenti dell’ENEA Francesca Mariotti e del CNR Andrea Lenzi (da remoto), del Direttore del Dipartimento Scienze Fisiche e Tecnologie della Materia del CNR Stefano Fabris e la partecipazione di rappresentanti di istituzioni, centri di ricerca e imprese della filiera nazionale. In sintesi, le attività del PRN hanno coinvolto impianti, laboratori e reattori di ricerca dei Centri ENEA di Bologna, Brasimone (Bologna), Frascati e Casaccia (Roma), del CNR e del Consorzio RFX, oltre al progetto DTT a Frascati e la macchina sperimentale RFX Mode2. Sono state sviluppate anche nuove iniziative di informazione e formazione e studi avanzati sulla generazione di idrogeno e calore per l’industria. “Investire nella ricerca nucleare significa rafforzare le competenze del Paese, sostenere l’innovazione e costruire nuove opportunità per il sistema industriale italiano”, ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “È anche una scelta strategica per la sicurezza energetica: sviluppare conoscenze, tecnologie e capacità nazionali significa ampliare le opzioni a disposizione dell’Italia, rafforzare la propria autonomia e contribuire a un sistema energetico più solido, resiliente e competitivo. Il programma di ricerca nucleare valorizza il ruolo della ricerca nella decarbonizzazione, con un approccio pragmatico e tecnologicamente neutrale”.
“Il primo anno del PRN ci consegna risultati concreti che hanno consentito di consolidare il sistema delle collaborazioni nazionali, rafforzare la partecipazione italiana ai grandi programmi europei e promuovere nuove iniziative di trasferimento tecnologico”, ha detto Francesca Mariotti, Presidente ENEA. “In uno scenario internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni la questione energetica è tornata centrale. ENEA, forte di oltre sessant’anni di competenze, è pronta a mettere al servizio del Paese il suo patrimonio infrastrutturale e professionale per favorire la nascita di nuove filiere tecnologiche e accompagnare l’evoluzione del settore energetico verso soluzioni sempre più sicure e sostenibili”. Intervenuto da remoto, il Presidente del CNR Andrea Lenzi ha ricordato la proficua collaborazione in corso tra le due istituzioni, collaborazione che si estende anche al Programma di Ricerca Nucleare (PRN) 2025-2028: “Avere energia sicura, pulita e su larga scala è assolutamente necessario per il nostro Paese”, ha affermato Lenzi. “Gli esiti di questa riunione saranno pertanto molto utili a tutte le istituzioni coinvolte per poter proseguire su un Programma che vede la comunità CNR particolarmente impegnata. Mi preme inoltre sottolineare che il progetto prevede anche borse di dottorato, di particolare importanza per fare formazione alle nuove risorse che si dovranno occupare di questo tema in futuro”. Più nello specifico, nel settore della fissione avanzata, sono stati conclusi studi di fattibilità e progetti per nuove infrastrutture sperimentali a supporto dello sviluppo degli SMR (Small Modular Reactor) e degli AMR (Advanced Modular Reactor – reattori di IV Generazione raffreddati a piombo), ponendo le basi tecnico-amministrative per l’avvio delle future procedure di gara e dei contratti industriali. Inoltre, le attività hanno consentito di valorizzare infrastrutture strategiche come il reattore di ricerca RSV TAPIRO e gli impianti sperimentali destinati a supportare lo sviluppo delle tecnologie nucleari di nuova generazione. Per quanto riguarda la fusione nucleare, sono stati progettati nuovi sistemi per l’accumulo di energia per la macchina italiana DTT (Divertor Tokamak Test), avviati nuovi studi sul sistema tecnologico tra i più complessi nei reattori a fusione, ilbreeding blanket, ma anche componenti avanzati per i sistemi di riscaldamento. Sono inoltre state predisposte le documentazioni tecniche e amministrative per l’ammodernamento della macchina sperimentale RFX-Mod2 e delle relative infrastrutture di controllo. Al fine di diffondere una corretta informazione sul nucleare, è in fase di avvio un piano nazionale di divulgazione, con incontri per cittadini, scuole, università e associazioni e sono in corso di definizione attività di comunicazione su decarbonizzazione, fissione avanzata e fusione. Sul fronte della formazione sono stati definiti programmi per studenti, laureati e giovani ricercatori, sono stati cofinanziati percorsi di dottorato presso università italiane e organizzate le prime summer school. Per quanto riguarda i progressi nelle attività sulle applicazioni non energetiche delle tecnologie nucleari, sono stati completati studi sul potenziale del reattore di ricerca TRIGA RC-1 per il supporto alla filiera nazionale dei radiofarmaci per la terapia e la diagnostica, sul potenziamento della facility CALLIOPE per la qualifica di materiali e componenti per i settori aerospazio ed elettronica e sulla produzione di idrogeno da reattori AMR. “Dagli SMR agli AMR, dal breeding blanket agli impianti per i radioisotopi e gli studi sull’idrogeno, abbiamo posto le basi per coinvolgere la filiera industriale italiana e rafforzare capacità produttive in settori ad alto contenuto tecnologico”, ha dichiarato Alessandro Dodaro, Direttore del Dipartimento Nucleare dell’ENEA e responsabile scientifico del PRN. “Nei prossimi anni proseguiremo con nuove infrastrutture per lo studio dei reattori modulari avanzati, impianti per la qualifica di componenti e materiali per fissione e fusione e sistemi per la produzione di radioisotopi. Parallelamente promuoveremo nuovi percorsi di alta formazione e mobilità, fornendo alle imprese italiane occasioni concrete di collaborazione e di crescita, anche oltre il settore energetico per generare ricadute nei campi salute, aerospazio e generazione di idrogeno”.