
Nuovo Decreto Pnrr: scatto in avanti su cantieri, student housing, energia e acqua
Accelerare la “messa a terra” dei progetti e rimuovere gli ostacoli burocratici che frenano il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. È questo il cuore del nuovo Decreto PNRR 2026, un provvedimento d’urgenza che introduce riforme strutturali per la gestione dei cantieri, nuovi incentivi per la transizione energetica e fondi per le infrastrutture idriche.
Dalla conferenza di servizi “fast-track” al miliardo di euro per le reti idriche, ecco le principali novità del testo al vaglio della Presidenza del Consiglio.
1. Cantieri e Burocrazia: la Conferenza di Servizi diventa “Fast”
Per evitare i colli di bottiglia amministrativi, il decreto impone tempi certi e strettissimi per le autorizzazioni:
- Stop ai ritardi: Il termine per le integrazioni istruttorie scende a 30 giorni.
- Decisioni in 45 giorni: La conferenza di servizi deve chiudersi entro un mese e mezzo.
- Dissenso “costruttivo”: Chi si oppone a un progetto deve motivare il rifiuto e indicare le modifiche necessarie con la relativa stima dei costi.
- Silenzio-assenso: Per le opere in mare territoriale (vigilanza doganale), la mancata risposta entro 30 giorni equivale a un via libera.
2. Piano Casa per Studenti: meno burocrazia, più posti letto
L’obiettivo è l’incremento rapido degli alloggi universitari tramite lo student housing semplificato:
- Addio ai piani attuativi: Non sarà più necessario il piano attuativo se l’intervento non richiede nuove strade o urbanizzazioni primarie.
- Permesso di costruire convenzionato: Si punta sulla collaborazione pubblico-privato con tariffe calmierate per garantire l’accessibilità economica.
3. Energia e Transizione: Agrivoltaico e CER sotto il controllo del GSE
Il decreto rimodula i fondi per l’energia (circa 1,9 miliardi complessivi) e affida la regia operativa al GSE (Gestore Servizi Energetici):
- Agrivoltaico: 1,1 miliardi di euro per integrare agricoltura e produzione solare.
- Comunità Energetiche (CER): 795 milioni per l’autoconsumo collettivo.
- Tempi certi: Gli impianti devono entrare in funzione entro 24 mesi dalla concessione del contributo per evitare la perdita dei fondi UE.
4. Infrastrutture: Acqua, Ferrovie e Aree Interne
Il provvedimento mobilita risorse ingenti per la messa in sicurezza del territorio:
- Fondo Idrico (FNIISSI): Istituito presso il MIT un fondo da 1 miliardo di euro per la sicurezza delle reti e il contrasto alla siccità.
- Aree Interne: 90 milioni di euro per la manutenzione di strade, ponti e viadotti, con priorità ai comuni a rischio sismico.
- Ferrovie (RFI): Procedure facilitate per gli espropri necessari al conferimento delle terre e rocce da scavo, ottimizzando la logistica dei grandi cantieri.




