Manovra, Federmanager chiede di cancellare la stretta sulle pensioni. Quercioli dice che “le pensioni non sono un salvadanaio da rompere a ogni manovra”
Manovra, Federmanager chiede di cancellare la stretta sulle pensioni. Quercioli dice che “le pensioni non sono un salvadanaio da rompere a ogni manovra” – Roma, 2 novembre 2026 – (PPN ADI) Federmanager chiede a governo e Parlamento di sopprimere l’articolo 55 del disegno di legge di bilancio per gli anni dal 2027 al 2029, che riporta la rivalutazione delle pensioni al sistema per classi invece che per scaglioni. La norma garantisce l’adeguamento pieno solo agli assegni fino a quattro volte il minimo INPS e lo riduce progressivamente per quelli più alti, fino al 32% sopra dieci volte il minimo, applicando la percentuale ridotta all’intero importo e non solo alle quote che superano le soglie. Secondo la relazione tecnica, nel 2027 lo Stato risparmierà circa 1,476 miliardi lordi e 885 milioni netti, e tra il 2027 e il 2036 14,241 miliardi lordi e 8,538 miliardi netti. “Le pensioni non sono una riserva di bilancio alla quale attingere ogni volta che occorre trovare nuove risorse”, ha detto il presidente di Federmanager Valter Quercioli, che chiede di trovare coperture alternative.
“La limitazione interviene sulla rivalutazione del 2027, ma la perdita non si esaurisce in quell’anno: riduce la base sulla quale saranno calcolati anche gli adeguamenti successivi”, ha spiegato Quercioli, ricordando che i tagli già subiti in passato hanno prodotto una perdita di potere d’acquisto di circa il 20%. “La perequazione non è un regalo dello Stato”, ha aggiunto, e se le regole cambiano di continuo “quale certezza possiamo offrire ai lavoratori sul trattamento che riceveranno domani? È una questione di fiducia, prima ancora che di finanza pubblica”. La federazione critica anche il ricorso alle uscite anticipate, che a suo giudizio mette a rischio l’equilibrio del sistema previdenziale, chiederà di essere ascoltata dalle commissioni parlamentari e cercherà il confronto con le altre organizzazioni. “Le pensioni non sono un salvadanaio da rompere a ogni manovra. La credibilità dello Stato passa anche dalla capacità di mantenere gli impegni assunti”, ha concluso Quercioli.