
Stadi Euro 2032: la mappa degli impianti nelle principali città
Due certezze, tante possibilità. Dopo l’entrata in vigore del Decreto Stadi 2026 è cominciata la ramificata partita a scacchi tra i comuni e le società sportive per garantire impianti all’avanguardia pronti per Euro 2032. Alcuni casi spinosi, come Napoli e Firenze, e tentativi concreti come Salerno. A luglio ci sarà la quadra definitiva con l’ultimo termine per presentare i progetti. Per adesso, con l’equa suddivisione di cinque stadi a testa tra Italia e Turchia, gli unici impianti italiani sicuri di ospitare l’Europeo sono l’Allianz Stadium di Torino e lo Stadio Olimpico di Roma.
Firenze, tempi a rilento e Fiesole pronta solo l’anno prossimo
La caccia agli altri tre è iniziata, non senza problemi: in attesa della decisione su Roma (nuovo stadio AS Roma e nuovo stadio SS Lazio) e Milano con San Siro, è bagarre nel resto dello stivale. A cominciare da Firenze, caso più unico che raro. I lavori al Franchi sono in grave ritardo e la curva Fiesole, che avrebbe dovuto essere pronta entro quest’anno, sarà consegnata ai tifosi viola solo a maggio 2027, quindi per la stagione sportiva 2027/28. E non finisce qui, perché per avere una ristrutturazione completa pronta per il 2029, bisogna ancora capire chi finanzierà la seconda fase dell’impianto. Il capoluogo toscano però gode del benestare della UEFA, che nella scelta delle sedi gradisce la funzionalità logistica coniugata all’appeal cittadino.

Campania, Salerno tenta il sorpasso su Napoli
L’altro grande dubbio è quello rappresentato da Napoli. Il sindaco Gaetano Manfredi ha espresso il suo parere favorevole allo stanziamento dei fondi destinati al restyling dello stadio Maradona, ma ha trovato un muro di granito dal Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, che invece vorrebbe costruire da zero un impianto nel quartiere Bagnoli. Tra i due litiganti, il terzo gode: a Salerno infatti sono partiti da un paio di mesi i lavori di ristrutturazione dell’Arechi. Cento milioni di intervento, copertura totale dello stadio e la concreta possibilità di sorpassare Napoli nella candidatura per Euro 2032.
Bologna a rilento, Genova e Verona puntano sul nuovo look. A Bari scontro in consiglio comunale
Nel resto d’Italia ci sono altre città che fremono per ospitare la rassegna calcistica europea. Verona e Genova hanno lo stesso obiettivo, la riqualificazione per l’eventuale candidatura. Discorso diverso per Bologna, che naviga in una fase di stallo: la prima proposta di ristrutturazione del Dall’Ara è datata 2018 e attualmente i costi sono aumentati dopo il periodo pandemico. Il Bologna FC quindi sta valutando la costruzione di un nuovo impianto distaccandosi da quello comunale. A Bari braccio di ferro in consiglio comunale, con due consiglieri di Fratelli d’Italia che hanno presentato un’interrogazione dove chiedono al sindaco e all’amministrazione l’iter per candidare il San Nicola.
Palermo stile Wembley e Cagliari che ha già presentato il PEF: le Isole sono pronte
Dalle Isole arrivano due progetti interessanti che strizzano l’occhio agli Europei: si tratta di Palermo e Cagliari, capoluoghi di Sicilia e Sardegna. Due proposte che alimentano l’imbarazzo della scelta per la sede (o le sedi) quota Sud, conditio sine qua non per la candidatura. A Palermo, tramite il City Group, lo studio del cantiere del Barbera è stato affidato a Popolous, un gruppo di architetti autore del nuovo Wembley e dello stadio simbolo del City Group, l’Etihad Stadium di Manchester. Il prossimo traguardo è la presentazione del piano di riqualificazione e il conseguente inizio dei lavori fissato per il prossimo anno. Cagliari invece è più avanti: a dicembre 2025 è stato presentato il PEF (piano economico-finanziario) per il nuovo stadio che si chiamerà “Gigi Riva” e che verrà eretto sulle ceneri del vecchio Sant’Elia, nell’area adiacente all’attuale Unipol Domus. Una spesa di oltre 200 milioni distribuita tra Cagliari Calcio, Comune e Regione Sardegna.
Rimangono fuori dai giochi per una possibile candidatura le strutture di Bergamo, Reggio Emilia e Udine. Moderne, futuristiche, e di proprietà privata seguendo il modello inglese, ma troppo piccole. Nessuno di questi stadi raggiunge i 30mila posti, che rappresentano il minimo per ospitare il torneo continentale.





