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La difficile eredità infrastrutturale di Milano Cortina 2026
© Imagoeconomia
10 Marzo 2026

La difficile eredità infrastrutturale di Milano Cortina 2026

Mentre i riflettori sui Giochi invernali si spengono, l’Italia fa i conti con la “legacy” promessa. Se l’Arena di Santa Giulia si conferma un nuovo polo per i grandi eventi milanesi, restano aperti numerosi cantieri stradali e ferroviari che vedranno la luce solo tra diversi anni, spostando l’orizzonte dell’eredità olimpica fino al 2033.

La fiamma olimpica di Milano Cortina 2026 ha lasciato dietro di sé una scia di emozioni sportive, ma per il territorio la vera partita inizia ora: quella della legacy. L’eredità di un grande evento non si misura solo nei giorni della competizione, ma nella capacità delle infrastrutture di trasformare il tessuto urbano e la mobilità regionale. Se per alcune opere il traguardo è stato raggiunto, per altre il cronoprogramma si è trasformato in una maratona che proseguirà ben oltre la cerimonia di chiusura.

Il nuovo cuore di Milano: l’Arena Santa Giulia

Il simbolo architettonico di questa edizione è indubbiamente la Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena. Progettata dall’architetto David Chipperfield, l’arena ha ospitato i tornei maschile e femminile di hockey, superando i dubbi della vigilia legati ai tempi di consegna serratissimi.

Nonostante le aree esterne siano state completate in modo “funzionale” a ridosso dei Giochi, l’interno della struttura si è rivelato all’avanguardia:

  • Capienza: Circa 16.000 spettatori per gli eventi live.
  • Versatilità: Una struttura asimmetrica pensata per trasformarsi in uno dei principali palchi per concerti in Europa (già atteso Luciano Ligabue a maggio 2026).
  • Impatto urbano: L’opera funge da catalizzatore per la rigenerazione del quartiere Santa Giulia, anche se la bonifica completa degli ultimi lotti circostanti (circa 25 ettari) è destinata a proseguire nel post-olimpico.

Le opere ancora incompiute

Se gli impianti sportivi hanno retto l’urto delle scadenze, il sistema della viabilità e dei collegamenti ferroviari racconta una storia diversa. Molte opere strategiche, inizialmente inserite nel dossier olimpico come essenziali, sono state riclassificate come “legacy a lungo termine” a causa di ritardi burocratici e criticità geologiche.

Ecco lo stato delle principali opere non ancora terminate e le loro scadenze previste:

OPERASTATO ATTUALESCADENZA PREVISTA
Tangenziale di SondrioIn fase avanzataOttobre 2027
Variante di Trescore-EntraticoCantieri aperti2029
Variante di Vercurago (Lecco)Ritardi per criticità idrogeologicheAgosto 2033
Raccordo ferroviario MalpensaLavori in corsoFine 2026/2027

Anche a Cortina la situazione è fluida. Lo Sliding Centre “Eugenio Monti”, la discussa pista da bob, ha terminato le gare olimpiche con alcuni danni strutturali e componenti tecnologiche da proteggere. Gli interventi di ripristino e il completamento definitivo delle aree di cantiere sono programmati per rendere l’impianto pienamente operativo per la stagione federale di ottobre 2026.

Una sfida di gestione

Il successo della legacy dipenderà dalla capacità di Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina) e degli enti locali di non spegnere i motori. La sfida non è più “essere pronti per la gara”, ma completare una rete di collegamenti che serva i pendolari e il turismo montano per i prossimi trent’anni. Solo quando l’ultimo tunnel della Variante di Vercurago sarà scavato, potremo dire che il viaggio di Milano Cortina 2026 sarà davvero giunto a destinazione.

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