
Al convegno Angopi di Savona, Rixi rilancia su competenze e sicurezza nei porti italiani
Il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi ha messo al centro del dibattito portuale il tema delle competenze professionali e della sicurezza operativa, intervenendo oggi al convegno nazionale dell’Angopi — l’Associazione Nazionale Gruppi Ormeggiatori e Barcaioli dei Porti Italiani — che si tiene a Savona. Un appuntamento che riunisce i rappresentanti di 57 gruppi operativi distribuiti in 86 scali nazionali, con un organico complessivo di circa 820 addetti.
“Il futuro della portualità si gioca sulla capacità di coniugare innovazione, formazione e sicurezza. Gli ormeggiatori sono una componente essenziale della catena logistica nazionale e sono chiamati a operare in scali sempre più digitalizzati, sostenibili e strategici per l’economia del Paese”, ha detto Rixi, inquadrando la categoria in un contesto di trasformazione strutturale che riguarda l’intero sistema portuale italiano.
Sul versante degli investimenti, il viceministro ha ricordato la portata dell’impegno pubblico negli ultimi anni. “Il Governo ha investito oltre 6 miliardi di euro nella portualità con interventi che vanno dal cold ironing all’intermodalità, fino alla digitalizzazione delle infrastrutture. L’obiettivo è rafforzare la competitività dei nostri scali in uno scenario sempre più sfidante, nel quale il Mediterraneo è tornato al centro delle rotte globali.” Il dato trova riscontro nel quadro più ampio delineato dal MIT, che già nel 2022 aveva quantificato in 9,2 miliardi le risorse complessive stanziate tra PNRR, Piano Nazionale Complementare e fondi nazionali per portualità e logistica, con un quarto delle risorse destinato proprio all’elettrificazione delle banchine.
Il richiamo al Mediterraneo non è retorico: secondo il report “Port Infographics 2026” pubblicato a maggio da Assoporti e SRM, nel 2025 i porti italiani hanno superato i 510 milioni di tonnellate di merci movimentate, con una crescita del 3,5% rispetto all’anno precedente, mentre il comparto container è cresciuto del 7,1% raggiungendo quasi 13 milioni di TEU. Un risultato che matura in uno scenario segnato da una riduzione dei traffici nel Canale di Suez ancora inferiori del 48% rispetto al 2022, con la conseguente redistribuzione dei flussi sulle rotte mediterranee a vantaggio degli scali nazionali.
Rixi ha poi rivendicato il valore strategico delle professioni di banchina, spesso trascurate nel discorso pubblico sull’innovazione portuale. “Chi lavora ogni giorno in banchina non rappresenta il passato della marineria italiana, ma una delle chiavi del suo futuro. Per questo continueremo a investire su competenze, sicurezza e innovazione tecnologica, elementi indispensabili per sostenere la crescita del sistema logistico nazionale.”