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Il centenario di Rocco Petrone rilancia la sfida italiana alla Space Economy
15 Giugno 2026

Il centenario di Rocco Petrone rilancia la sfida italiana alla Space Economy

Rocco Petrone è l’ingegnere NASA, figlio di emigrati lucani, che guidò la missione Apollo, portando l’uomo sulla Luna. Celebrando i 100 anni dalla sua nascita, l’Italia guarda allo Spazio come leva di sviluppo industriale, e dà il kick off degli Stati Generali della Space Economy 2026.


Rocco Petrone fu una delle figure chiave del programma Apollo: alla NASA guidò le operazioni di lancio delle prime missioni con equipaggio e nel 1969 assunse la direzione dell’intero programma Apollo. Sua la responsabilità complessiva delle missioni lunari e la supervisione delle operazioni di Apollo 11, il primo allunaggio umano. Nel 2022 la NASA gli ha intitolato il Launch Control del Kennedy Space Center, riconoscendone il ruolo nella storia dell’esplorazione spaziale.

Stati generali Space Economy


“Oggi inauguriamo gli Stati Generali 2026. Ciascuna delle 16 sessioni organizzate non è convegno aperto al pubblico ma tavola rotonda per addetti ai lavori, per trovare visione condivisa fra politica e governo, industria e distretti industriali”. Andrea Mascaretti presenta così l’iniziativa, giunta alla terza edizione.  L’idea di aggregare le esperienze dei singoli distretti italiani nasce per sopperire al tema della scarsa aggregazione fra le innovazioni dei territori. “Ho trovato eccellenze impegnate a fare il loro mestiere, le imprese, che però non sempre hanno il tempo per confrontarsi. Questo è un mercato che viaggia velocissimo” che ha bisogno però di incontrarsi per generare innovazione e attirare investimenti. “Oggi possiamo ancora contare su PNRR – continua Mascaretti – ma dobbiamo trovare altre risorse, dato che siamo ancora in un mercato a sistema economico pubblico”.

Il legame con la Basilicata


Il centenario di Rocco Petrone assume un significato particolare per la Basilicata, terra d’origine dei suoi genitori, emigrati da Sasso di Castalda, in provincia di Potenza, e sede di uno dei principali distretti spaziali italiani.  “Celebrare Petrone significa affermare il valore delle imprese scientifiche e della capacità di immaginare e costruire il futuro” ha commentato Adolfo Urso, ministro delle Imprese con delega allo Spazio, che ha parlato di “un’eredità che oggi si traduce nella volontà di rafforzare il ruolo italiano nello spazio e nell’economia orbitale”.

Il distretto lucano e la filiera spaziale


La Basilicata riveste già un ruolo strategico nell’osservazione della Terra grazie a un ecosistema che coinvolge università, CNR e piccole e medie imprese. Le radici del distretto risalgono al 1983 con l’istituzione del Centro di geodesia spaziale di Matera, che oggi ospita la sede ASI ed e-Geos,
mentre il distretto aerospaziale è stato formalmente costituito nel 2015.
Secondo i dati Istat, la Regione consta di imprese aerospaziali che rappresentano circa l’1,5% del tessuto produttivo locale, ma capaci di generare l’11,5% del PIL lucano, a conferma dell’elevata capacità di creare valore che è propria del settore Space. Il rafforzamento delle sinergie territoriali viene considerato decisivo per accedere ai programmi europei e sviluppare partnership strategiche di lungo periodo.

La sfida europea della Space Economy


Per il sistema industriale italiano la sfida si gioca anche sul piano europeo. Il presidente di Confindustria Aerospazio, Pasquale Marziali, ha sottolineato la necessità di favorire l’aggregazione industriale per superare la frammentazione delle filiere, riportare in Italia catene del valore strategiche e sostenere la crescita delle imprese.
Nel contesto delle future regole europee, dall’European Space Act alle iniziative comunitarie per il settore, l’obiettivo indicato dagli operatori è evitare che la normativa si trasformi in un ostacolo allo sviluppo industriale, costruendo invece quadri regolatori abilitanti e favorevoli agli investimenti.
Accanto all’industria emerge anche il tema dell’accesso al credito e del coinvolgimento della finanza privata in un mercato che continua a essere sostenuto in larga parte da investimenti pubblici.

Il futuro tra Luna e giovani talenti


Guardando alle prospettive future, il settore spaziale viene indicato come uno dei principali motori della crescita globale. Secondo le stime richiamate durante il convegno, la space economy mondiale potrebbe raggiungere 1.800 miliardi di dollari nel prossimo decennio, con una crescente economia lunare legata allo sfruttamento delle risorse, alla manifattura in microgravità e alle future infrastrutture sul satellite.
In questo scenario l’Italia punta a rafforzare la propria presenza nei programmi internazionali. Il possibile coinvolgimento dell’astronauta Luca Parmitano nella missione Artemis III viene letto come un simbolico passaggio di testimone con Rocco Petrone: dalla generazione che portò l’uomo sulla Luna a quella che punta a tornarvi per restare e preparare l’esplorazione di Marte.

Legacy


Il messaggio che arriva dal centenario di Petrone guarda soprattutto ai giovani. Lo spazio, è stato sottolineato, può offrire nuove opportunità di lavoro qualificato e consentire ai talenti italiani di costruire il proprio futuro senza lasciare il Paese. Un’eredità che, cento anni dopo la nascita del manager lucano della Nasa, continua a indicare la strada verso le sfide del XXI secolo.

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