
Trasporti, MIT: necessaria un’intesa operativa per riavviare il prolungamento della metro genovese
Trasporti, MIT: necessaria un’intesa operativa per riavviare il prolungamento della metro genovese – Roma, 16 giugno 2026 – (PPN ADI) – Il governo torna sul dossier del prolungamento della metropolitana di Genova nella tratta Canepari-Rivarolo, dopo il blocco amministrativo che ha colpito il progetto nelle ultime settimane. Interrogato in commissione Trasporti alla Camera da un’interrogazione del gruppo Misto-+Europa, il sottosegretario al MIT Tullio Ferrante ha indicato la strada da seguire: “la priorità resta quella di individuare rapidamente una soluzione concreta e condivisa che consenta di sbloccare il progetto e di realizzare infrastrutture fondamentali per il futuro della mobilità cittadina e metropolitana, trasformando le criticità emerse in un’opportunità per rilanciare in modo efficace e duraturo lo sviluppo del sistema dei trasporti genovese”.
Ricostruendo la vicenda, il sottosegretario ha richiamato l’origine del finanziamento, oltre 64 milioni di euro destinati al Comune di Genova proprio per allungare la linea metropolitana. Il tracciato del nuovo tratto, secondo quanto riferito da Ferrante, dovrebbe correre lungo la sede ferroviaria già esistente, in connessione con il cantiere dell'”Ultimo Miglio”, l’opera ferroviaria che mette in collegamento Bivio Fegino, Campasso e Bettolo.
Il nodo tecnico riguarda l’acquisizione, da parte dell’amministrazione comunale, di una porzione di terreno di proprietà di Rfi capace di accogliere i due nuovi binari necessari all’opera. Su questo aspetto sono stati firmati nel tempo vari protocolli tra Comune, ministero e Rfi, il più recente risalente a maggio 2025, quando Rfi aveva indicato come possibile alternativa per il terzo binario il recupero di un tratto oggi inutilizzato della Genova Campasso-Genova Marittima Santa Limbania, da impiegare per l’inversione dei locomotori, per un costo valutato attorno ai 50 milioni di euro.
È stata però la mancata registrazione di quel protocollo da parte della Corte dei Conti, legata al rinvio della coperture economica al successivo aggiornamento del Contratto di programma, a far arenare l’intero percorso amministrativo. Una situazione che, ha spiegato Ferrante, “ha determinato l’impossibilità di proseguire l’iter amministrativo. Ne è conseguito il definanziamento dell’intervento disposto con decreto del 5 giugno 2026, determinato dal mancato conseguimento, da parte del Comune di Genova, dell’obbligazione giuridicamente vincolante entro il 31 dicembre 2025, come previsto dalla legge”.
Quanto alle prospettive, il sottosegretario ha segnalato un’assenza di iniziativa da parte di Palazzo Tursi: “a oggi non risultano iniziative formali da parte del Comune di Genova nei confronti di Rfi e del ministero finalizzate a sollecitare l’individuazione di una soluzione tecnicamente percorribile e sostenibile sotto il profilo economico, che consenta di superare le criticità legate alla disponibilità del sedime ferroviario e di ricostruire le condizioni necessarie per un nuovo percorso di finanziamento dell’intervento usufruendo delle risorse del Fondo Unico istituito dal decreto-legge n. 95 del 2025”. A fronte di questo scenario, ha chiosato Ferrante, “il MIT conferma la piena disponibilità a collaborare con tutti i soggetti coinvolti”.