Acqui Terme, oltre 10 milioni per il piano di sviluppo dell’ex Kaimano
Acqui Terme, oltre 10 milioni per il piano di sviluppo dell’ex Kaimano – Acqui Terme (Alessandria), 18 giugno – (PPN ADI) – L’ex Kaimano di Acqui Terme non sarà soltanto un edificio recuperato, ma un nuovo centro di cultura, formazione, innovazione e promozione turistica. Lo ha annunciato il Comune, rendendo noto che sono a disposizione oltre 10 milioni di euro per il piano di rigenerazione dell’area, di cui più di 9 milioni stanziati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito delle misure nazionali dedicate alla riqualificazione delle aree dismesse.
Il complesso, dichiarato di interesse culturale e noto come archeologia industriale “Lama Italia-Kaimano”, è composto da diversi edifici, frutto della stratificata storia produttiva del sito, prima cotonificio, poi lamificio Lama Italia e infine coltelleria Kaimano. L’area si trova inoltre a fianco di un importante sito romano appartenente all’antica Aquae Statiellae, recentemente acquisito dal Comune.
Il piano prevede tre interventi principali, il recupero del corpo di fabbrica centrale per la realizzazione di un museo archeologico dedicato al municipium romano, attraverso un approccio narrativo ed esperienziale, la riconversione del corpo di fabbrica ex Kaimano in polo per attività fieristiche, convegni e laboratori culturali con particolare attenzione al turismo archeologico e scientifico, e la creazione di un’infrastruttura di sosta e scambio modale dotata di servizi per la mobilità sostenibile.
“Il finanziamento del Piano di sviluppo Ex Kaimano rappresenta uno dei risultati più importanti conseguiti dalla nostra amministrazione”, ha dichiarato il sindaco Danilo Rapetti. “Parliamo di un investimento straordinario che consentirà di recuperare un luogo simbolo della storia industriale acquese e di trasformarlo in una grande infrastruttura culturale”.
L’obiettivo dell’intervento, riconducibile alle politiche di riqualificazione del patrimonio archeologico e culturale promosse dall’amministrazione comunale, è restituire alla collettività uno spazio oggi marginale, riconnettendolo alle reti civiche, culturali ed economiche della città e puntando sulla collaborazione con gli istituti universitari interessati ad attività di didattica esperienziale e divulgazione scientifica.