
Assoimmobiliare, Albertini Petroni: “Serve riforma urbanistica e politica per tutto il settore”
Assoimmobiliare, Albertini Petroni: “serve riforma urbanistica e politica per tutto il settore” – Roma, 18 giugno 2026 – (PPN ADI) – Per sostenere l’edilizia in Italia “il primo ambito di intervento riguarda le norme urbanistiche”, che risalgono ancora “al secondo dopoguerra o al boom economico degli anni ’60”. Servono “flessibilità nei cambi di destinazione d’uso” e “tempi certi e certezza dei titoli edilizi rilasciati”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Assoimmobiliare, Davide Albertini Petroni, nella relazione all’Assemblea 2026 dell’organizzazione, in corso a Roma.
“Il secondo ambito riguarda la fiscalità”, ha proseguito Albertini Petroni, che ha chiesto “interventi sull’Iva, sul riconoscimento della natura strumentale degli immobili abitativi destinati alla locazione professionale, sugli oneri fiscali, sulla deducibilità dei costi di manutenzione”. Il terzo ambito riguarda “gli strumenti di raccolta e impiego del capitale”, per i quali secondo Assoimmobiliare serve “un ecosistema articolato di veicoli e strumenti, fondi immobiliari, Sicaf, veicoli di cartolarizzazione, società quotate e non”, all’interno di “una cornice di politica pubblica capace di orientare, abilitare e rendere sostenibili gli investimenti”.
Albertini Petroni ha indicato come “prima leva” per il rinnovamento edilizio in Italia “l’innovazione tecnologica e digitale” delle imprese e della pubblica amministrazione, seguita da “la modernizzazione della filiera produttiva”, con operatori più solidi e tecnologicamente avanzati e interventi di maggiori dimensioni, e infine “il riconoscimento dell’impatto sociale” dei progetti edili, per rendere “più chiaro il rapporto tra l’intervento immobiliare e i benefici generati per il territorio”.
“Innovazione tecnologica e digitalizzazione, modernizzazione della filiera produttiva, misurazione e valorizzazione dell’impatto sociale indicano una direzione di lavoro concreta”, ha proseguito il presidente di Assoimmobiliare. Ma “perché questa direzione possa tradursi in interventi tangibili, è necessario intervenire su alcuni profili regolatori, normativi e fiscali che, allo stato attuale, limitano la capacità di azione degli investitori in Italia”.
Albertini Petroni ha definito il Piano Casa del governo “un intervento rilevante” che “per la prima volta, dopo 60 anni, affronta il tema dell’abitare come parte di una politica industriale nazionale”. Per questo, ha aggiunto, serve “estendere questo metodo anche ad altre infrastrutture immobiliari decisive per il futuro del Paese, hospitality, logistica, data center, infrastrutture digitali, retail. L’Italia ha bisogno di una politica industriale per tutto il settore immobiliare”.
“Questa visione deve però misurarsi con una questione di scala”, ha proseguito il presidente di Assoimmobiliare. “Il mercato italiano del commercial real estate attira investimenti annui medi di circa 11-12 miliardi di euro, pari a poco più dello 0,5% del Pil, un valore pari a circa un terzo della media dei principali mercati europei. Il mercato residenziale istituzionale vale l’8% del totale, contro una media europea del 25%. E già oggi, nonostante una dimensione degli investimenti molto inferiore rispetto agli altri grandi mercati europei, il settore immobiliare contribuisce in modo rilevante alla finanza pubblica, tra tassazione diretta e indiretta genera circa 45 miliardi di euro di gettito, pari all’8% del totale delle entrate fiscali”.
“Chiediamo alle istituzioni di sostenere il settore”, ha concluso Albertini Petroni, “lavorando insieme per crescere almeno fino al livello medio dei principali mercati europei. Non con misure indistinte, ma con una visione strategica capace di riconoscere le specificità dei diversi comparti e di rimuovere, per ciascuno, i principali ostacoli alla crescita”.