AI, Garante Privacy: “Sul riconoscimento facciale servono garanzie”
AI, Garante Privacy: “Sul riconoscimento facciale servono garanzie” – Roma, 8 settembre 2026 – (PPN ADI) – “Il riconoscimento facciale ha una rilevante utilità investigativa se utilizzato in maniera circoscritta e con ogni garanzia. Non deve trasformarsi, però, in uno strumento di sorveglianza massiva e indiscriminata”. Lo
ha affermato all’ANSA il Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, che ribadisce la richiesta al Legislatore di “limiti e garanzie affinché l’IA possa dare un contributo prezioso a indagini e sicurezza, senza rinunciare alla libertà su cui si fonda la nostra democrazia”. Il Garante chiede “misure che possano ridurre pericoli di falsi positivi, errori di identificazione e risultati discriminatori”.
“Il rischio di discriminazione algoritmica che spesso caratterizza i sistemi di Intelligenza artificiale, è tanto più inaccettabile se correlato all’attività di polizia, che incide in maniera così rilevante sulla libertà e
la dignità personale – aggiunge Stanzione – È dunque necessario tracciare un confine netto tra uso legittimo della tecnica a fini investigativi e accettazione di una progressiva, quanto ingiustificata, perdita di libertà. Se superassimo questa soglia, negheremmo il senso stesso della democrazia”.
“Con l’intelligenza artificiale si estende rischio di uso indebito o anche solo scorretto di banche dati, oltre che di errori nell’identificazione, conseguenza della straordinaria capacità analitica dell’IA, tanto potente quanto non immune dal rischio di sbagliare – conclude Stanzione – Per questo, chiediamo l’introduzione di misure che possano ridurre il pericolo di falsi positivi, errori di identificazione e risultati discriminatori, evitando la degenerazione di legittime e utili risorse investigative in strumenti di sorveglianza di massa”.